Palermo. Il 6 agosto 2005, ore 12.32, il volo TUI 1153 Bari-Djerba, un ATR 72 marche TS-LBB della compagnia aerea Tuninter, decolla dall'aereoporto di Bari Palese con a bordo 39 persone (compresi i 5 membri dell'equipaggio).
A circa 45 minuti dal decollo si verifica l'arresto del motore destro per cui l'equipaggio decide di effettuare un atterraggio precauzionale verso l'aereoporto di Punta Raisi (Palermo). Dopo pochi minuti nella fase di discesa si verifica anche l'arresto del motore sinistro. Dopo una “planata” della durata compresa tra 16 e 20 minuti l'ATR 72 nel tentativo di effettuare un ammaraggio precipita rovinosamente nelle acque a 12 miglia a Nord-Est di Capogallo spezzandosi in tre tronconi.
Proprio in quel momento l'aereo scompare dagli schermi radar della torre di controllo e anche le comunicazioni radio si interrompono. Non è stato possibile individuare subito il punto dell'impatto. Un contributo decisivo è stato dato da un aereo di linea di Air One al quale la direzione dell'aeroporto ha subito dato l'autorizzazione al decollo.
I soccorsi sono scattati subito. Vengono mobilitate le motovedette della capitaneria di porto, della Guardia di Finanza, della Polizia, gli elicotteri della marina militare e di altri corpi dello Stato.
Il drammatico bilancio dell'incidente è di 23 superstiti, 13 deceduti e 3 dispersi.
Il 10 agosto 2006 il Governo italiano stanzia i fondi necessari per il recupero delle scatole nere e dei tre dispersi a 1440 metri di profondità. Il 18 agosto 2005 l'Ansv informa che la Marina Militare italiana ha localizzato i registratori di volo dell'ATR 72. Il 29 agosto 2005, grazie alle apparecchiature della nave cipriota “Edt Ares”, i resti scheletriti di uno dei tre dispersi vengono individuati e riportati in superficie insieme ad una delle due scatole nere (Cvr), la fusoliera di poppa e i pannelli di controllo.
Il 30 agosto 2005 all'1.39 viene localizzata e riportata in superficie anche la seconda scatola nera (Fdr), il registratore dei dati di volo, dell'ATR 72 insieme al secondo corpo, alle 4.00 del 31 viene recuperato anche il terzo corpo.
Ad oggi la causa acclarata dell'evento è stata individuata nella errata sostituzione dell'indicatore di carburante (FQI).
L'Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo), l'autorità preposta allo svolgimento delle inchieste tecniche sugli incidenti aerei, rende noto con un comunicato del 7 settembre 2005 che il pannello che indica la quantità di carburante contenuta nei serbatoi alari (Fuel quantity indicator, Fqi), installato nella cabina di pilotaggio dell'ATR 72 TS-LBB, era del tipo destinato agli aeromobili ATR 42. Tale errore installativo, così come evidenziato nella raccomandazione di sicurezza emessa sempre dall'Ansv il 6 settembre 2005, ha prodotto un errore in difetto dell'indicazione del carburante presente a bordo di 1800 kg, per cui a livello carburante 0 kg l'indicatore ne segnava 900 kg per serbatoio.
Le indagini della magistratura sono tuttora in corso data la mancanza di alcune rogatorie richieste alla magistratura tunisina, ma dalle informazioni tratte dai giornali risultano indagati dalla Procura di Palermo il pilota Chefik Gharbi, il copilota Alì Kebair, il meccanico tunisino che il 5 agosto 2005 ha effettuato la sostituzione del Fqi.
La società aerea non ha mai smesso di volare e attualmente ha cambiato nome con Sevenair, una compagnia controllata della Tunisair.
Questi i nomi delle persone scomparse: Enrico Fallacara, Maria Grazia Derenato, Paola Di Ciaula, Giuseppe Francesco Scarnera, Anna Maria Palmisano, Antonella Capurso, Barbara Baldacci, Isabella Ruta, Elisabetta Acquaro e la figlia Chiara di 4 anni, Rosa Santoro, Carmela Amoruso, Raffaele Ditano e Francesco Cafagno, tutti pugliesi. Più due membri tunisini dell’equipaggio, Moez Bouguerra, capo cabina, e Harbaoui Chokri, meccanico di bordo.
(Giuliano Bugani).