Riviera adriatica. Dobbiamo anche ringraziare i fiumi in secca se lo stato delle romagnole è buono. Le temperature roventi di quest’estate e l’assenza pressoché totale di precipitazioni mettono in evidenza la loro drammaticità con i fiumi in secca, che di conseguenza non trasportano carichi inquinanti verso il mare. Anche per questo in Emilia Romagna, un solo punto è risultato “fortemente inquinato”, si tratta della foce del torrente Marano di Riccione, unico caso in cui il fiume arriva direttamente in mare. Secondo il quadro emerso dalle analisi chimico fisiche dei biologi di Legambiente, in ben 7 sulle 8 foci monitorate, il livello di salinità emerso dai campioni era prossimo a quello dell’acqua marina, un’anomalia rispetto alla scarsa salinità delle acque fluviali. I monitoraggi hanno dimostrato ingressi di acqua marina nei fiumi e torrenti anche per diverse centinaia di metri. Questo il risultato della fotografia scattata dal monitoraggio dei biologi di Goletta Verde di Legambiente: 9 punti sui 10 campionati risultano entro i limiti di legge. Criticità sulla costa ravennate dove imperversa l’assalto del cemento: assegnata oggi la Bandiera nera al Comune di Cervia, per la continua cementificazione e dei progetti che risultano in aperto contrasto con la risoluzione delle maggiori criticità ambientali del territorio, dal rischio idrogeologico, all’erosione fino alla subsidenza della costa.

A partire dalla provincia di Ravenna, dove i campionamenti realizzati il primo agosto 2012 nel comune di Cesenatico, in località Zadina Pineta, presso la Foce canale Tagliata e nel comune di Cervia, in località Lido di Savio, presso la foce del canale Cupa Nuovo e sulla Spiaggia a sinistra della foce del porto canale di Cervia sono risultati entro i limiti di legge.
Situazione analoga nella provincia di Ferrara, dove i due prelievi effettuati in data 4 agosto scorso, nel comune di Comacchio, in località Porto Garibaldi, presso Foce canale navigabile Porto Garibaldi ed in località Lido degli Estensi, presso la Foce Canale Logonovo, sono risultati entro i limiti di legge.
L’unico punto risultato fortemente inquinato, prelevato l’1 agosto, ricade nel comune di Riccione, presso la Foce torrente Marano che insiste nel Parco pubblico fluviale urbano omonimo. Tale situazione, risulta essere problematica per il secondo anno consecutivo, dimostrando come occorra lavorare per ridurre i carichi inquinanti in arrivo dall’entroterra. Nella stessa provincia, sono risultati entro i limiti di legge, i campionamenti eseguiti nel comune di Rimini, in località Viserbella, sulla Spiaggia all’altezza del civico 30 di Via Porto Palos, nel comune di Bellaria – Igea Marina, presso la Foce fiume Uso, nel comune di Misano Adriatico, presso la Foce fiume Conca e nel comune di Gatteo presso la Foce Rubicone.

Per quanto riguarda la subsidenza, Goletta Verde punta l’attenzione su questo problema del litorale, e sulla necessità di attuare misure di prevenzione. Gli studi hanno ormai constatato che l’entità degli abbassamenti dovuti a cause naturali è dell’ordine di pochi millimetri l’anno. La subsidenza causata dall’uomo, invece, raggiunge velocità molto più elevate: i più recenti dati pubblicati da Arpa nell’ultimo annuario dei dati ambientali indicano infatti che siamo ben oltre queste quote e gli abbassamenti arrivano a punte di 1,3 centimetri all’anno a Milano Marittima e di addirittura 1,9 centimetri all’anno a Lido di Dante.(rif. Annuario dei dati ambientali, pag.834)
L’abbassamento del litorale a causa della subsidenza antropica incrementa inoltre il problema dell’erosione costiera e del rischio d’ingressione da parte del mare: Arpa ha stimato in circa 100.000.000 di m3 il quantitativo di materiale eroso lungo tutto il litorale regionale a causa della subsidenza, dal 1950 al 2005.
In Emilia Romagna, il forte fenomeno di erosione richiede poi importanti interventi di ripascimento, che non solo sono un grande aggravio sull’economia locale ma che di certo non risolvono la situazione, dal momento che diversi casi, all’arrivo delle prime mareggiate, hanno dimostrato la vanificazione dello sforzo economico.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente, l’altra anima della Goletta Verde, che viaggia via terra a bordo di un laboratorio mobile grazie al quale è possibile effettuare le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

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