Imola. Sono trascorsi sei mesi da quando la stampa locale pubblicò la notizia che “La Cicoria”, associazione da anni impegnata sul tema del disagio femminile e poi direttamente contro la violenza verso le donne, si scioglieva. Un addio definitivo, comunicato con l’amarezza di chi, dopo un lungo percorso di attività sociale e di servizio al territorio aveva visto aumentare le difficoltà nel rapporto con le istituzioni e nella conduzione dei servizi gestiti, in specie dopo la chiusura del Servizio di pronto intervento sociale (Spis).
Oggi la violenza contro le donne non è diminuita, anzi. A giugno le donne uccise in Italia erano 73 ma le cronache di questi mesi estivi hanno continuato a riportare altri casi di femminicidio anche nella nostra regione. La maggior parte dei casi, come sottolineato dal report curato dalla Casa delle donne per non subire violenza onlus di Bologna presentato nel novembre scorso, avviene nell’ambito delle relazioni famigliari ed affettive. Una caratteristica che indica quanto il fenomeno sia difficile e complicato da gestire, con aspetti anche più drammatici quando si tratta di donne immigrate.
A tornare in campo pubblicamente sul tema sono le donne di “Trama di Terre”, l’Associazione che gestisce ad Imola un centro interculturale e che in questi mesi ha preso in carico, nei fatti, alcuni casi di violenza di cui qualche mese fa si sarebbe occupata “La Cicoria”.
In una conferenza stampa svoltasi martedì 4 settembre 2012 presso la sede dell’Associazione alla presenza dell’avv. penalista Barbara Spinelli, “Trama di Terre” ha sottolineato l’esigenza urgente di riaprire un Centro contro la violenza che accolga le donne maltrattate e vittime della violenza maschile. A tal proposito l’Associazione si rivolge alle Istituzioni locali chiedendo loro di pronunciarsi in merito e di rendere note le politiche che si intende perseguire per costruire una risposta efficace al problema. “Dove vanno le donne maltrattate? A chi chiedono aiuto? Chi le accoglie e le accompagna nel difficile percorso di uscita dalla violenza? Trama di Terre in vari luoghi istituzionali ha sollevato queste questioni ma non ha mai ottenuto risposte”. “Dopo lo scioglimento de “La Cicoria” in città si è aperto un grande vuoto” continuano le donne di Trama di Terre, sottolineando che, a fronte della chiusura di servizi, i fenomeni di violenza sono ancora numerosi e dunque “ se le Associazioni possono sciogliersi, i centri antiviolenza hanno il dovere di esistere”.
Le donne di “Trama di Terre” chiedono che si riapra un dibattito nel territorio. Un dibattito che veda le donne protagoniste con una partecipazione attiva nelle sedi in cui hanno luogo i processi decisionali delle politiche finalizzate a costruire risposte concrete e adeguate alla complessità del problema. Le donne devono essere parte attiva nelle decisioni che “riguardano i loro corpi e i loro diritti” e devono avere la possibilità di essere riconosciute a pieno titolo nel tavolo istituzionale di contrasto alla violenza del Circondario imolese. “Trama di Terre” infine è disponibile a mettere a disposizione le proprie competenze e la propria esperienza acquisite in anni di lavoro sul campo. Infine una richiesta piuttosto esplicita alle Istituzioni del territorio di mettere fra le priorità dell’agenda politica il tema della violenza contro le donne e del femminicidio assumendosi responsabilità ed impegni chiari e concreti assicurando una relazione e un confronto effettivi con le donne del territorio.
(Virna Gioiellieri)