Bologna. Una delle più belle novità presentate all'ultima edizione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale che si è tenuto a Bologna dall'8 all'11 settembre 2012, è stata di certo l'associazione onlus Rocca Corneta Terre autentiche. Non un prodotto singolo, non una solitaria eccellenza enogastronomia, ma un'intera comunità del territorio appenninico tosco-emiliano, tra il Corno alle Scale ed il Cimone, nel comune di Lizzano in Belvedere a pochi chilometri dalla provincia di Modena e dalla Toscana.
 

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Terre Autentiche è una realtà di agricoltori, albergatori, ristoratori ma non solo, a questi imprenditori si sono da subito aggiunte persone che hanno con questi luoghi un legame speciale. A dispetto della consuetudine che vuole le località montane abbandonate e con pochi abitanti, per lo più anziani, a Rocca Corneta i giovani ci sono, alcuni ci sono nati altri hanno deciso di trasferirsi lì chi per la bellezza chi per ritornare nei luoghi della propria famiglia.

L'idea dell'associazione è nata un paio di anni fa allo scopo di valorizzare e promuovere “un territorio che è anzitutto bellissimo – come afferma Pietro Farinelli della società Dinamica, tra i primissimi ad aver colto le potenzialità del territorio di Rocca Corneta e tra gli ideatori dell'associazione –. Una natura incontaminata, una grande varietà di scenari, con boschi, torrenti, cascate, sentieri e splendide testimonianze architettoniche dei tempi passati che si accompagnano alla buona cucina e ad un'ospitalità genuina e senza tempo”. Forte è anche la motivazione culturale: tra gli obiettivi c'è anche quello di recuperare le antiche feste della tradizione locale, come ad esempio la festa di San Martino e la relativa sagra (10 e 11 novembre 2012), con la benedizione dei trattori e degli animali.

Tra gli imprenditori che hanno scelto Rocca Corneta per vivere e lavorare c'è Henriette De Groot che, arrivata trent'anni fa dall'Olanda, nella sua Cà dei Fiori raccoglie erbe spontanee, coltiva piante officinali e vende tisane in tutto il mondo, c'è Michele Barruttu, figlio di emigranti sardi arrivati negli anni '60 che continua con successo il lavoro dei genitori e ora ha un'azienda agricola con ovini, bovini da carne e da latte e suini che oltre a dare carne fanno da “depuratore” naturale come ama dire lui stesso, smaltendo il siero che avanza dalla preparazione dei formaggi. Domenico Bernardi delle Fattorie Cstelli è un apicoltore che prepara miele biologico di castagne e millefiori mentre gli allevatori del Caseificio Sociale Querciola, una cooperativa con oltre cinquant'anni di storia, producono con il latte delle loro mucche il Parmigiano Reggiano di Montagna, una peculiarità gastronomica del territorio montano della riva sinistra del Reno.

Nel borgo e nelle zone attorno ci sono un hotel e diversi rustici che possono fornire ospitalità ai turisti in cerca di un po' di relax nel verde dell'Appennino. Fattorie didattiche ed aziende agricole offrono la possibilità di seguire corsi e workshop sulla cucina tradizionale, sull'uso delle piante officinali, di tenere incontri o semplicemente di visitare con bambini e ragazzi gli animali della fattoria e vedere come vengono preparati i prodotti caseari.

Per gli amanti dello sport non mancano le possibilità: recentemente sono stati sistemati tre nuovi sentieri, di diversa lunghezza e difficoltà per escursionisti ed appassionati di mountain bike, è possibile inoltre fare giri a cavallo e per chi è alle prime armi si tengono corsi base, anche chi pratica il parapendio avrà di che divertirsi. D'inverno chi ama lo sci si troverà vicinissimo alle piste del Cimone, durante la bella stagione i camperisti potranno godere dell'accoglienza nelle fattorie, mentre gli amanti della fotografia hanno a disposizione tutto l'anno paesaggi e soggetti suggestivi.

(Leonardo Bettocchi)