Imola. L’ufficio del Giudice di Pace non verrà chiuso. Infatti non è tra i 667 destinati alla scomparsa con l’entrata in vigore (il 13 settembre 20129 del Decreto legislativo n. 156/12 di riordino degli Uffici giudiziari.
L’associazione nazionale “Giudici di Pace” esprime soddisfazione per tale scelta in favore della quale aveva manifestato il suo sostegno in tutte le sedi istituzionali. Le controversie civili che vengono sottoposte alla cognizione del giudice di pace, ossia quelle aventi valore non superiore a 5.000,00, rappresentano l’economia reale di un paese, quella delle famiglie, dei piccoli imprenditori, degli artigiani, degli esercenti, di tutte quelle categorie più colpite dell’attuale congiuntura economica sfavorevole ma che rappresentano l’ossatura sana del nostro paese e grazie alle quali si riuscirà ad uscire dalla crisi che stiamo attraversando.
In materia penale il giudice di pace si occupa dei reati di lesioni, ingiurie minacce, tutte quelle fattispecie che più da vicino interessano i cittadini e danno a questi la percezione del funzionamento della giustizia.
“La presenza sul territorio di un giudice in grado di definire rapidamente le questioni civili e commerciali – senza quindi che i consumatori, i commercianti, gli imprenditori debbano sostenere spese per individuare un legale in un altro mandamento – consente ad una economia territoriale di avere un utile supporto per prosperare. Com’è stato ripetutamente affermato dalla Commissione Europea, per lo sviluppo di un tessuto economico vitale è necessaria la presenza di una giustizia rapida ed efficiente, qual è appunto nel nostro paese quella del Giudice di Pace”.
Per questo motivo l’Associazione nazionale esprime grande soddisfazione per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Imola, con la previsione di un accorpamento di quello di Budrio e questo soprattutto a conferma dell’importanza economica e sociale di questa realtà territoriale e della professionalità di magistrati ed avvocati che vi operano.