Imola. Una scelta personale, senza alcun dell’associazione Attiva di cui è presidente, quella di Raffaello De Brasi che alle primarie del Pd appoggerà Matteo Renzi. “Nonostante tutte le mie riserve sulla politica del Pd, non ho alcuna difficoltà a dichiarare che voterò Pd nelle prossime elezioni politiche indipendentemente da chi sarà il candidato del centro-sinistra. Non discuto l’esigenza di porre delle regole ma impedire a un elettore come Mondini di votare per il centro-sinistra solo perché dice che lo farà solo se vincerà Renzi è puro autolesionismo”.
Una scelta quella di appoggio al sindaco di Firenze che giunge a sorpresa: “E’vero Renzi ha preso molti voti di Cl a Firenze, ma anche Bersani li ha presi a Piacenza. Anche a Imola ci fu un consigliere proveniente da Cl che fu eletto nelle liste della sinistra. Ne debbo dedurre che i voti di Cl sono accettabili solo se votano un candidato dalemiano? E se vincesse Renzi cosa farebbero i guardiani imolesi dell’ortodossia dalemiana, resterebbero nel Pd? Si farebbero guidare da un uomo con idee di destra, come dicono Anna Pariani e Castellari?”.
Una polemica a tutto campo con i vertici del Pd locale: “Oggi Pariani dice che Renzi è di destra perché ha dichiarato di voler continuare l’agenda Monti nel caso fosse eletto Premier. Per Pariani un giuslavorista prestigioso come Ichino è di destra e Renzi è di destra perché non è d’accordo sulla patrimoniale, quando tutti sanno che i governi di centro sinistra hanno sempre rifiutato di imporla. Viene il sospetto che sinistra e destra siano categorie usate come una clave per colpire ed emarginare gli avversari. Lo ha fatto anche Tarozzi per colpire il M5S. Invito Pariani, Castellari e Tarozzi a riflettere sul fatto che molti cittadini che a Imola hanno votato Pd in passato non intendono più farlo perché secondo loro il PD è diventato un partito conservatore  di destra”.
“Renzi non è di destra, basta valutare obiettivamente le cose buone di sinistra che ha fatto a Firenze (mobilità e urbanistica) – conclude De Brasi -. Renzi ha la giusta ambizione di proporre un nuovo progetto culturale e politico capace di unire voti di centro destra e di centro sinistra, di superare le vecchie contrapposizioni ideologiche che ci sono ancora nel partiti, per fare il bene comune dell’Italia. In Matteo Renzi vedo l’idea di una rigenerazione della politica capace di riavvicinarla ai cittadini, vedo la sua volontà, oltre ogni populismo di dare un’anima civica alla politica”.