Bologna. Si chiama TelematicBIO ed è il primo mercato online su scala nazionale dedicato alla compravendita di frutta e verdura fresca proveniente da coltivazioni biologiche. Si tratta di un progetto sperimentale realizzato dalla Borsa merci telematica italiana Scpa in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole e forestali, con il Sistema d'informazione nazionale sull'agricoltura biologica (Sinab) e l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) come partner istituzionali. Nato nel gennaio 2012 ma tenuto a battesimo solo durante l'ultima edizione del Sana di Bologna, il Salone internazionale del biologico e del naturale, il progetto ha l'obiettivo di promuovere l'acquisto di prodotti biologici freschi, facendo incontrare produttori e acquirenti nello spazio della rete e far conoscere ad un pubblico sempre più attento a quel che mangia, produttori e produzioni sempre meno di nicchia.

 

TelematicBIO è gratuito, tutti possono accedervi in qualità di acquirenti, venditori o facilitatori, basta registrarsi compilando un modulo online con i propri dati, e si riceverà uno user name e una password coi quali si potrà entrare nel sito. Per i venditori a questi semplici passaggi si aggiunge un controllo per accertare che essi siano in possesso di un certo numero di requisiti, gli stessi necessari per poter entrare all'interno della Borsa merci telematica italiana, e cioè essere iscritti alla camera di commercio, avere una partita Iva, non essere falliti né protestati, non avere processi penali in corso, oltre naturalmente essere produttori biologici e quindi iscritti al Sinab.


 

Tutti possono acquistare, privati cittadini ma anche Gruppi di acquisto solidale (Gas) purché in possesso di un codice fiscale, nel target ideale anche ristoratori e mense scolastiche. All'interno del sito chi vende fornisce la lista dei propri prodotti, la quantità ed il prezzo di vendita, oltre a informazioni aggiuntive che possono dare maggiori dettagli sull'offerta. Chi compra può effettuare ricerche per singolo prodotto o per produttore, c'è anche la possibilità di acquistare cassette con un mix di prodotti. Come in un mercato reale esiste la possibilità di contrattare, infatti a una proposta di un produttore si può rispondere con una controproposta, e via così fino a che le due parti non si trovano d'accordo.

 

Il progetto è ancora nella sua fase sperimentale ed alcuni problemi sono tutti da risolvere. Anzitutto la questione logistica, ogni produttore gestisce il trasporto autonomamente e questo non è semplice se si pensa a piccoli produttori che vendono piccole quantità a singoli acquirenti dispersi sul territorio nazionale. Alcune proposte sono in cantiere ma nessuna sembra risolutiva, occorrerebbe forse far sposare, come spesso avviene, al concetto di biologico quello di “km 0” per evitare il classico problema della coperta troppo corta. Anche il rapporto con i Gas andrebbe però ridefinito perché se è vero che si pensa a loro come a una fetta importante di acquirenti potenziali, allora occorre ricordare che molto pochi di questi si sono dotati un codice fiscale e che più che informazioni aggiuntive sul listino di vendita i Gas cercano il contatto diretto con il produttore, vogliono fargli visita e conoscerlo come si conosce un amico. (Leonardo Bettocchi)