Bologna. La vicenda dei parlamentari emiliani Valdo Magnani e Aldo Cucchi (spregiativamente soprannominati “Magnacucchi”), verrà raccontata in un documentario che verrà mandato in onda nel 2013 durante il programma televisivo della Rai “La Storia siamo noi” condotto da Giovanni Minoli.
Dopo il volume “L’eresia dei Magnacucchi sessant’anni dopo. Storie, analisi, testimonianze” curato da Learco Andalò e pubblicato da Bononia University Press, un filmato di 52 minuti ripercorrerà le vicissitudini e le scelte dei due uomini che, usciti dal PCI nel gennaio 1951 criticando la supina adesione di quel partito alla politica estera dell'URSS, e il movimento a cui diedero vita fra il 1951 e il 1957, denominato prima Movimento lavoratori italiani (MLI) e poi Unione socialista indipendente (USI). Accanto alla storia personale dei due uomini politici anche il ricordo della guerra fredda in un paese “democratico”.
Il documentario intitolato “L’eresia dei Magnacucchi” curato da Giangiacomo De Stefano e Lara Rongoni per la Sonne film con la consulenza storica di Learco Andalò, sarà arricchito da interviste e filmati d’epoca e arricchirà la programmazione del celebre programma televisivo di approfondimento storico prodotto dai Rai Educational che dal 1997 ripercorre la storia del nostro paese attraverso servizi dedicati ai grandi personaggi della storia, della politica, dello spettacolo e del costume italiano.

Il libro
“L'eresia dei magnacucchi sessant'anni dopo”. Storie, analisi, testimonianze, a cura di Learco Andalò, Bologna, Bononia University Press, 2012. Presentazione di Angelo Varni; Introduzione di Learco Andalò.
Parte I. Le vicende politiche: saggi di Lucio Caracciolo, Nadia Caiti, Luciano Casali, Roberto Balzani, Roberto Marcuccio, Oreste Andalò, Michele Zappella, Learco Andalò.
Parte II. Le fonti: saggi di Siriana Suprani, Linda Giuva, Giuseppe Cucchi, Tito Menzani.
Il volume contiene gli atti del convegno “L’eresia dei magnacucchi sessant’anni dopo” (Bologna, 30 settembre-1 ottobre 2011) promosso da Luigi Pedrazzi, Giuseppe Cucchi e Learco Andalò, corredati da alcuni documenti esposti nella mostra “L’eresia dei magnacucchi 1951-1957” (Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio 27 settembre – 15 ottobre 2011). Mostra tuttora visitabile nel sito web della Biblioteca. I contributi inseriti nel volume prendono in esame, sotto vari aspetti, la vicenda dei parlamentari emiliani Valdo Magnani e Aldo Cucchi (spregiativamente soprannominati “Magnacucchi”), usciti dal Pci nel gennaio 1951 criticando la supina adesione di quel partito alla politica estera dell'Urss, e il movimento a cui diedero vita fra il 1951 e il 1957, denominato prima Movimento lavoratori italiani (Mli) e poi Unione socialista indipendente (Usi). Al di là dell'incidenza politica di questo movimento, soffocato dal confronto fra i due blocchi durante gli anni della guerra fredda, emergono dai saggi pubblicati vicende poco note, ma importanti della storia politica e culturale dell'Italia degli anni '50 del Novecento.
Basti ricordare la violenta campagna del partito comunista contro Magnani e Cucchi, che lo stesso Togliatti definì in una celebre intervista “due pidocchi sulla criniera di un cavallo di razza”, ma anche la passione politica disinteressata con cui i due parlamentari, e altre personalità più o meno note che si unirono ad essi, si dedicarono a diffondere le loro posizioni e costituire il movimento dei “socialisti indipendenti”, che porterà un piccolo ma
decisivo contributo, durante le elezioni politiche del 7 giugno 1953, alla sconfitta del progetto di “legge truffa” voluto dalla DC e dai partiti centristi.
La parabola del movimento creato da Magnani e Cucchi si esaurì nel 1957, in piena destalinizzazione, con la confluenza di molti esponenti nei partiti della sinistra. Emerge però da questa singolare esperienza politica e culturale, come risulta dai saggi pubblicati, uno sforzo di testimoniare valori e progetti che anticiperanno alcune posizioni che la sinistra italiana farà sue con fatica molti anni più tardi, come l’unità tra le forze socialiste, l’indipendenza e la dignità della nazione, la democrazia interna ai partiti della sinistra, la ricerca di una “via italiana” al socialismo, l’autonomia e l’unità delle forze sindacali.