Imola. Al via la seconda parte del progetto “Il Futuro volta le spalle alle mafie”, FerMenti giovani per la legalità
SudNord Italia. Progetto realizzato con il contributo di: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Nuovo Circondario Imolese, Ciss/T Centro Integrato Servizi Scuola/Territorio, Comuni di: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro Terme, Dozza, Fontanelice, Imola, Medicina, Mordano.

Continua il progetto di sensibilizzazione al tema delle mafie. Terminato il laboratorio di drammaturgia condotto da Beatrice Monroy tra Imola e Palermo durante i mesi estivi, è ora la volta del laboratorio di teatro finalizzato a mettere in scena i testi prodotti nella prima fase del progetto dagli scrittori imolesi e palermitani.
Il percorso sarà guidato dall’attore e regista Massimiliano Buldrini con l’aiuto regia di Paula Cianfagna di Tilt, gli incontri si terranno tutti i sabati  di ottobre, novembre e dicembre, dalle 15 alle 17, e si terminerà con uno spettacolo nel mese di dicembre 2012 al Teatro Lolli di Imola. Le performance realizzate saranno poi rappresentate in alcuni Comuni del Circondario Imolese a partire da gennaio. Il laboratorio è gratuito ed aperto a tutti, anche senza alcuna esperienza teatrale.


Gli attori si dovranno confrontare con dei testi che racchiudono l’esperienza significativa del primo momento di riflessione, scoperta e creazione sul tema delle mafie, come ben testimonia Veronica Schiavone, una delle partecipanti che così racconta il laboratorio di drammaturgia e il viaggio tra Imola e Palermo:
 “Il laboratorio di drammaturgia si è svolto tra Imola e Palermo, due realtà molto differenti che si sono ritrovate legate dal ponte della scrittura, nelle maniere più diverse. Si è parlato di antifascismo, lotta alle mafie, di famiglia, omertà, legami di sangue. E sotto la guida di Beatrice Monroy le parole hanno iniziato a farsi eco, a ritrovarsi, partecipi delle storie altrui, che sono diventate un po’ nostre e forse addirittura la stessa.
Quindi la scrittura, protagonista assoluta di questo viaggio, è stata lo strumento potentissimo che ci ha portati dall’universo solipsistico dello schermo del nostro computer intorno ad un tavolo, a discutere, sorriderci, assomigliarci. Ad annullare le distanze due incontri tra i gruppi, uno svoltosi a Palermo tra il 14  il 18 giugno ed uno ad Imola tra il 13 ed il 15 luglio. Il viaggio a Palermo si è arricchito dell’incontro con associazioni legate alla lotta alla mafia, che hanno aiutato il gruppo di Imola ad andare più in profondità nella comprensione di una realtà complessa e impenetrabile come quella della capillarità della mafia. Il primo incontro si è svolto con l’associazione Mandarinarte, la quale ha sede all’interno di un agrumeto confiscato alla mafia. Baluardo di legalità e cultura in una zona difficile, Mandarinarte ha la volontà di riqualificare l’area, organizzando eventi culturali di vario genere, legati anche ad una ricerca culinaria ed olfattiva sugli agrumi coltivati nella loro sede.
Il secondo incontro è avvenuto con Enrico Colajanni, imprenditore e presidente di Addiopizzo, che ha raccontato la sua battaglia quotidiana, le difficoltà, l’indifferenza, e la ricerca continua di una strada per arrivare alle persone con concretezza e semplicità. Dei racconti di Colajanni ci ha colpiti in particolare l’attenzione verso ogni persona aiutata, l’associazione segue gli imprenditori fino nei tribunali, sempre presente, perché la paura più grande è quella di rimanere soli dopo aver deciso di spezzare le catene del ricatto. Queste esperienze sono poi state portate di nuovo attorno al nostro tavolo, da cui sono emerse anche le nostre, di paure.
Concluso il laboratorio ci siamo accorti di come i nostri testi, che alla fine sono divenuti un unico copione, parlassero di indifferenza, di silenzio, di famiglie che non sono nidi ma trappole. La paura, anche nostra, di non essere ascoltati. Nel testo sono presenti alcuni riferimenti a storie che hanno segnato il nostro paese, ma ancora di più lo sguardo sui resti di una nazione segnata nel profondo da anni di corruzione, illegalità e crisi culturale, su cui si apre però uno spiraglio, uno sguardo in avanti, una speranza.
Del resto proprio l’esistenza di un progetto simile, che ha legato persone così diverse e le ha portate ad affrontare un tema così difficile oggi per il nostro paese è di per sé una speranza, la speranza che la cultura torni ad alzare la voce, ad unire le persone.”

Info e iscrizioni al laboratorio di teatro: cell. 340/5790974 – sudnorditalia@gmail.comwww.tiltonline.org/sudnorditalia.