Imola. Dibattito acceso in commissione consiliare sulla fusione per incorporazione di AcegasAps, che serve le province di Padova e Trieste, in Hera. Le minoranze si sono dette contrarie al progetto che andrà in consiglio comunale il 26 settembre per il voto. In particolare, il capogruppo di Per Imola Giuseppe Palazzolo ha sottolineato come “in un momento di crisi e disoccupazione, con questa aggregazione fra aziende, il consiglio di amministrazione passerà da 18 a 21 componenti ottimamente retribuiti, il contrario di quanto chiedono i cittadini. Più in generale, siamo stati messi davanti a un’operazione già conclusa senza sapere nemmeno se avrà ricadute occupazionali negative sul territorio imolese e se ciò porterà a una auspicabile diminuzione nelle tariffe”.

Il presidente di Con.Ami e consigliere di Hera holding Daniele Montroni ha replicato che “per il momento nel cda entreranno una persona ciascuna per Padova e Trieste e probabilmente una del Fondo strategico italiano che partecipa all’operazione. Ma  nel 2013, quando ci sarà il rinnovo, i membri del cda saranno complessivamente 15. Ritengo che non ci sarà alcuna ricaduta a livello occupazionale nel territorio imolese, anzi al contrario nel tempo potrebbero esserci effetti positivi come già accaduto  con il passaggio da Ami a Hera. Infine, al momento non possiamo conoscere esattamente le tariffe, ma non ci saranno aumenti”.

Infine, per il consigliere comunale e segretario del Pd Fabrizio Castellari  “la fusione comporterà una maggior competitività della nuova società che resterà a maggioranza pubblica divenendo prima in Italia nel settore dello smaltimento dei rifiuti, seconda in quello dell’acqua e terza in quello del gas. Dunque, ci avviamo ad avere spalle più robuste continuando a percepire i dividendi che aiutano i Comuni a chiudere i bilanci”.

(m.m.)