Imola. Giuseppe Casisi, coordinatore imolese dell’Italia dei Valori, considera “nè democratico nè partecipativo” il Nuovo Circondario imolese. Lo dimostrerebbe lo statuto dell’Ente dove ognuno “può facilmente rendersi conto della totale assenza dei più elementari principi di democrazia. Pieno di incoerenze e forzature come il voto doppio assegnato ai componenti di maggioranza, nel totale disprezzo delle minoranze, o ancora il meccanismo che consente a chi propone le attività, di essere lo stesso che le vota”.
La riorganizzazione dello Stato consegnerà alle Unioni di Comuni, da cui ha preso spunto il Circondario, nuove funzioni e responsabilità di area vasta. Questo ruolo di cerniera fra il territorio locale e la Regione, passando per la città Metropolitana e la Provincia di Romagna, “presuppone un Ente democratico e partecipativo. Il nostro Circondario, dopo l’ultima riforma dello statuto del 2011, non lo è, condizionato più dall’esigenza di egemonia della federazione Pd locale, che dai reali interessi degli oltre 130.000 abitanti che vi risiedono”.
L’Italia dei Valori sa che “l’unione fa la forza e che questo vale anche per i Comuni del Circondario imolese che, senza questo modello di aggregazione, avrebbero un peso certamente minore nelle dinamiche regionali. Siamo quindi convinti che l’Unione di Comuni sia necessaria, tanto di più oggi che si parla di città Metropolitana, per garantire autonomia e sensibilità verso le esigenze del territorio ma, con regole giuste e degne della cultura democratica del nostro territorio. Per questi motivi Idv chiede al Pd e agli altri alleati di governo di azzerare, entro la fine del mandato del sindaco Manca, l’Ente Circondario e di rifondarlo su principi di democrazia, trasparenza e giustizia”.