Imola. Sono 59 i dipendenti comunali che hanno citato in giudizio il Comune. Martedì 18 settembre è stato infatti notificato il ricorso, che è già stato depositato iscrivendo a ruolo la richiesta di sospensiva presso il  Tar  approntata dal collegio di avvocati che tutelano i diritti dei dipendenti che dal 1° ottobre dovrebbero cambiare datore di lavoro, ovvero entrare nella società Beni Comuni srl. La richiesta di sospensiva dovrebbe essere affrontata dal Tar il 3 ottobre, di conseguenza i lavoratori sperano che l’amministrazione comunali attenda tale termine prima di muoversi.

Tale ricorso è stato preceduto dalle diffide personali dei dipendenti coinvolti, inoltrate all’amministrazione comunale in merito al “porre in essere atti che prevedano la cessione del rapporto di lavoro alla costituenda società intimando di “dare immediato riscontro all’avvenuta sospensione del procedimento di trasferimento e del conseguente mantenimento del rapporto di lavoro pubblico con il Comune.


Si è giunti a tal punto, spiegano i dipendenti “ dopo che i lavoratori hanno cercato, in ogni modo, di ottenere rassicurazioni dal sindaco Daniele Manca dopo che quest'ultimo, nei mesi precedenti la delibera di costituzione della Srl approvata dal consiglio comunale, aveva affermato che la nuova società avrebbe garantito l'occupazione e la crescita. Occupazione e crescita che si scontrano con la legge in vigore dal 15 di agosto scorso (la Spending Review,  tesa ad eliminare sprechi e  inefficienze), che mina in radice la sopravvivenza delle società pubbliche come la “BeniComuni” s.r.l.,  ma che si scontrano anche con tutte le modifiche legislative introdotte dal governo Monti già dal novembre 2011.  L'Amministrazione non ha preso in considerazione nessuna istanza proveniente dai lavoratori, tutte tese ad un unico scopo, la tutela dell'occupazione e la centralità della gestione pubblica dei settori strategici della manutenzione, della cura della città e dei servizi cimiteriali, anch'essi oggetto di futura gestione privatistica. Nessuna risposta ai lavoratori è giunta dal sindaco Pd Daniel né dall'assessore competente,  esponente di Rifondazione comunista, Donatella Mungo, sulla garanzia del mantenimento e della tutela dell'occupazione, pur essendo questi i temi centrali del loro programma politico”.

“Nessuna risposta è giunta – continuano i 59 dipendenti – a soli 10 giorni dal  trasferimento, riguardo al contratto di lavoro che si intenderebbe applicare ai futuri dipendenti della società  e ciò in violazione sia delle norme di legge che delle più elementari norme di corrette relazioni industriali. I lavoratori non sono merce, come invece vengono trattati in questo frangente. Unica risposta la missiva del Comune di Imola, datata 6 settembr e già pervenuta ai dipendenti, con cui si comunica il trasferimento del ramo d’azienda alla società Beni Comuni e la sostituzione del datore di lavoro dal 1 ottobre. Il ricorso al Tar  è sul tavolo del sindaco e degli assessori e contiene elementi di sostanza  su indubbi vizi che hanno portato gli avvocati a richiedere un provvedimento d’urgenza al fine di tutelare i dipendenti da tale cessione che potrebbe comportare gravi danni. Il tribunale si pronuncerà entro pochi giorni ma non è ammissibile, nel frattempo, il silenzio del Comune su una vicenda che, per la prima volta nella storia della nostra città, vede contrapposti giudizialmente il sindaco pro tempore Manca ai dipendenti della “sua” Amministrazione, i quali, con il loro lavoro, hanno contribuito a costruire la città che conosciamo, posta a modello positivo per tante realtà civiche…..almeno fino al 30 settembre prossimo”.