Imola. Scattano anche quest’anno, e con anticipo, si parte infatti l’1 ottobre, i provvedimenti temporanei di limitazione della circolazione al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico a tutela della salute pubblica. Si dà così attuazione all’accordo di programma sulla qualità dell’aria 2012 – 2015 stipulato dal Comune di Imola a livello regionale.
I provvedimenti di limitazione alla circolazione adottati negli anni precedenti, pur non risultando sufficienti, hanno contribuito, unitamente ad altre iniziative attivate dai soggetti sottoscrittori, al progressivo allineamento ai valori di qualità ambientale fissati dalle norme comunitarie e nazionali, in particolare al limite annuale del PM 10. Così nel periodo dall’1 ottobre 2012 al 31 marzo 2013 scatta il divieto di circolazione dinamica nel centro abitato di Imola dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 dei veicoli ad accensione comandata (benzina) precedenti all’Euro 1 e dei veicoli ad accensione spontanea (diesel) precedenti all’Euro 2 e degli autoveicoli diesel euro 2 non dotati di filtro antiparticolato, dei ciclomotori e dei motocicli a due tempi precedenti alla normativa Euro 1, anche se provvisti di bollino blu, nonché dei veicoli diesel di tipo M2,M3,N1,N2 o N3 precedenti all’Euro3, ovvero non dotati di filtro antiparticolato con marchio di omologazione e inquadrabili, ai fini dell’inquinamento da massa di particolato, quali Euro 3 o categoria superiore.

“Corretto anticipare a ottobre le giornate di blocco del traffico, ma occorre eliminare ogni deroga alla salute dei cittadini”, questo il commento di Legambiente che prende atto dell’anticipo delle chiusure al traffico a partire da ottobre, ma allo stesso tempo si rammarica del permanere di meccanismi “flessibili” che lanciano messaggi forvianti alla cittadinanza, e della mancanza più assoluta di misure strutturali volte alla definitiva risoluzione del problema.
Ancora una volta Legambiente, entrando nello specifico, chiede che una volta raggiunti i 35 giorni di superamento/anno dei limiti di polveri sottili, venga abolita ogni deroga alle chiusure al traffico, e diventino immediatamente obbligatorie le misure emergenziali: un messaggio chiaro e diretto ai cittadini. Nell’attuale accordo il meccanismo di avvio delle misure emergenziale è di difficile comunicazione, e difficilmente entrerà in vigore viste le troppe variabili che devono intervenire.


L’associazione chiede inoltre agli assessori ai trasporti e all’energia, che si rinunci alla costruzione delle nuove autostrade in progetto, che porterebbero solo nuovo inquinamento, favorendo la spostamento privato ed il traffico di merci su gomma. Riteniamo inoltre indispensabile anticipare nella nostra regione l’entrata in vigore della direttiva europea che pone l’obbligo, al 2020, di emissione zero per tutti i nuovi edifici.
Vista l’inadeguatezza delle misure,  Legambiente lavorerà per coinvolgere i sindaci più virtuosi nell’attuazione di vincoli più stretti, che vadano oltre alle giornate di chiusura al traffico proposte dalla regione. Una spinta dal basso che chieda  alla Regione Emilia Romagna di farsi promotrice di un accordo sovra regionale tra tutte le amministrazioni del bacino padano, per la definitiva risoluzione del problema.