Il Tar ha accolto il ricorso delle associazioni e dei cittadini contro l'autorizzazione della regione alla centrale a biomassa di Russi. Il nodo del contendere erano la Via, cioè la Valutazione d’impatto ambientale positiva e l’autorizzazione approvati dalla Conferenza regionale ed il progetto approvato dal Consiglio comunale di Russi nel 2011.
La decisione di fatto blocca la realizzazione dell'impianto. Legambiente, di fronte alle prime dichiarazioni dell'azienda e del Comune, intenzionati a presentare ricorso al Consiglio di Stato, interviene nuovamente sulla vicenda rimarcando come la vicenda travagliata della riconversione dell'ex zuccherificio dovrebbe portare le istituzioni a riflettere sul futuro che si vuole realmente realizzare a Russi; mentre lo stesso Pietro Vannicelli, ex sindaco di Russi che trattò la riconversione, parla ora della necessità di tornare a discutere a Russi del futuro dell'ex Eridania.

“È comprensibile che l'azienda voglia ricorrere al Consiglio di Stato per tutelare i propri investimenti – ha dichiarato Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente Antonio Cederna – meno comprensibile invece che l'amministrazione comunale di Russi voglia insistere sulla via giudiziaria, utilizzando in tal modo altro denaro pubblico, anche quello dei cittadini contrari alla realizzazione dell'impianto”.
La lunga vicenda dell'impianto di Russi dovrebbe insegnare a tutti, amministratori e cittadini, che per favorire un sviluppo realmente sostenibile del territorio è necessario prendere in considerazione tutti gli aspetti degli interventi che si vogliono realizzare, dalla tutela dei posti di lavoro, alla salute dei cittadini, alla tutela del paesaggio. L'ennesima bocciatura potrebbe essere in effetti una pietra tombale sul progetto in quanto, anche se il Consiglio di Stato dovesse ribaltare la sentenza del Tar, l'allungamento dei tempi e la costante diminuzione degli incentivi per la realizzazione di impianti a biomasse potrebbero mettere a rischio la sostenibilità economica del progetto.
“Ci auguriamo perciò che l'amministrazione comunale di Russi – ha concluso Rambelli – anziché insistere con questo progetto, prenda atto che la situazione è cambiata e torni a discutere, con l'azienda e con i cittadini, per un futuro diverso dell'area”.