Imola. Il sindaco, Daniele Manca, con una ordinanza “contingibile e urgente” ha vietato l’ingresso di ogni specie di animali al seguito di circhi che vogliano attendarsi nel territorio comunale. I motivi? Sicurezza e ordine pubblico. Il primo provvedimento riguarda il circo Martini, dai cui recinti è fuggita la giraffa tragicamente morta . “Ritengo che la questione dell’uso degli animali a fini di spettacolo debba essere affrontata nelle sedi competenti e auspico a tal fine una moratoria a livello nazionale – dichiara Manca -. Intanto ho fatto ricorso all’unico strumento che la legge mi assegna come sindaco”. Intanto però il circo ha alzato il tendone e tutto è pronto per gli spettacoli annunciati dal 4 ottobre.
Critiche all’operato del sindaco arrivano dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle Andrea De Franceschi: “Il sindaco di Imola è in confusione totale. Per sua sfortuna la triste storia giraffina Aleksandra ne mette in mostra tutta l'impreparazione sul tema del rispetto degli animali. Prima viene colto impreparato, con la sua città che rilascia l'autorizzazione al circo, poi tenta di mettere una toppa che è peggiore del buco. Gli imolesi dovrebbero stare attenti, perché il rischio è che a pagarne le conseguenze economiche siano loro. Perché? La ‘pezza’ del sindaco è infatti un'ordinanza che vieta ‘l'ingresso di ogni specie di animali al seguito dei circhi che si fermeranno in città’. Informiamo Daniele Manca che l'ordinanza potrebbe essere impugnata dai circensi e la causa facilmente vinta. Successe già pochi mesi fa, dove un altro falco del Pd, il sindaco Tagliani di Ferrara, tentò una misura uguale. Il risultato fu che Moira Orfei vinse il ricorso al Tar, in virtù della funzione sociale del circo (lo dice la Legge 337 del 1968, che regolamenta l’attività dei circhi e dello spettacolo viaggiante): la competenza non spetterebbe ai Comuni, ma al Governo. Per il principio della gerarchia delle fonti di diritto, dunque, un Comune non potrebbe vietare ciò che una normativa dello Stato consente. Ci sono altri Comuni, San Lazzaro di Savena, ad esempio, che sono riusciti nell'intento. Siamo convinti che anche Manca ce la possa fare”.
In consiglio comunale l'assessore all'ambiente, il verde Luciano Mazzini, ha precisato che entro giovedì 27 alle ore 10 il circo Martini ha tempo per spostare gli animali (cammelli, cavalli, lama e pony) fuori dal Comune di Imola, in un luogo consono per essere ospitati senza pericoli. Dopodiché, il circo potrà tenere regolarmente i suoi spettacoli dal 4 all'8 ottobre con la presenza di artisti, acrobati, clown. La decisione della giunta sembra essere stata accettata dai circensi che si stanno già muovendo in tal senso.
Intanti in merito alla cattura della Giraffa l'Azienda sanitaria imolese precisa “che il tempestivo e dovuto intervento del Servizio veterinario pubblico, su richiesta delle Forze dell’Ordine, è da considerarsi come la gestione di un’emergenza urbana in cui sussistevano un oggettivo percolo per l’incolumità dei cittadini. La sedazione dell’animale, feritosi durante la fuga e fortemente agitato, è stata indispensabile a garantire tale sicurezza e procedere alla cattura della giraffa, avvenuta intorno alle 11, e alla sua riconsegna ai proprietari, che non erano stati in grado di ricondurre sotto il loro controllo l’animale, in fuga da diverse ore. Il farmaco utilizzato era idoneo al caso ed è stato somministrato seguendo le indicazioni previste. Una volta riaffidato l’animale ai proprietari, il veterinario pubblico non poteva svolgere compiti di assistenza zooiatrica che invece competevano al veterinario consulente della proprietà, di cui era stato più volte sollecitato l’intervento. Ciò non di meno, il professionista dell’Ausl di Imola si è assicurato che l’assistenza all’animale venisse garantita, come in effetti è in seguito avvenuto grazie all’intervento di una equipe veterinaria chirurgico-anestesiologica chiamata dalla proprietà. Il Servizio veterinario dell’Azienda Usl di Imola ha pertanto agito nel pieno rispetto delle competenze attribuitegli dalla normativa in casi di emergenza, mettendo in campo le risorse e le competenze professionali necessarie. Resta il rammarico per l’esito di questa vicenda, le cui cause si confida saranno chiarite dall’autopsia che lo stesso veterinario pubblico ha disposto”.