Bologna sarà invasa da 120 poeti per una manifestazione che vede 650 iniziative analoghe in 110 nazioni, tutte lo stesso giorno, sabato 29 settembre 2012. Tanti voci come fossero, però, un'unica voce contro le guerre, le ingiustizie, le ignobili distribuzioni di ricchezze, lo sfruttamento della Terra. I 70 poeti a Bologna si esibiranno in spazi diversi durante tutta la giornata. All’evento parteciperà anche il poeta operaio Giuliano Bugani, collaboratore di leggilanotizia.it, di cui proponiamo in anteprima il suo lavoro.
Per maggiori informazioni http://www.bigbridge.org/100thousandpoetsforchange.

Papillon (Lettera di una Costituzione condannata a morte)
Cari genitori, cari figli, un’ultima lettera. Dal carcere, Da questo carcere, di Senato. Di Camera. Ardente. Mia carta, ardente. Carta che brucia. Mia lettera di carta, tra loro mani. Ardenti. Verrò fucilata, domani. All’alba del giorno. Niente è potuto cambiare. Io non potevo cambiare. Verrò fucilata, prima di ogni cosa. Che cosa, è servito? A cosa, sono servita? Vi chiedo di perdonarmi. Qui si chiude, vita mia. Ascolto parole. Ascolto silenzi. Dissensi. Non ho avuto processo. Per me, solo condanna, militare. Processo da nuovo Kadorna. Condanna esemplare. Camera allestita. Karro funebre nel cranio. Verrò fucilata. Mirate alla verità. Che non emerga inganno. Vostro potere. Camera investita, di potere. Mirate democratica morte. Eutanasia forzata. Ultima lettera, poi si muore. Nessuno ha combattuto. Per me, nessuno ha gridato. Cari genitori. Cari figli. E’ tardi. Cosa ne sarà di voi? E’ tardi. Non gridate ora. Io muoio. Forse sono morta da tempo. Domani verrò fucilata. Di ciò che resta. Il mio processo. Farsa. Domani. Io camminerò, verso plotoni, armati. Io camminerò, per quel che resta. Da calpestare. Loro merda. Carta su merda. Io, Papillon. Mirate a lealtà. Loro kolonia penale. Su questo crinale, di speranze. Su questo valico, senza futuro. Solo merda. Letamaio Senato. Letamaio Camera. Urinatoio Presidente. E’ tardi. Poi si muore. Non è guerra. Molto di più. Ma tardi su tardi, vi scrivo. Quando leggerete questa mia, sarò tra banchi di niente. Una scuola perduta. Banchi senza carta. Banchi di merda. Una letamaia di vita. Per quelli che verranno. Cattivi Presidi. Cattivi Presidenti. Per quanto ancora? Chissà, forse fino a Rivoluzione. Allora sì. Allora sì, che Papillon sa volare. Ma quanto passerà? Quanti, come me? Cari genitori, cari figli, Resistete. Verrò fucilata, domani, la notte. Hanno paura. Niente più all’alba del giorno. Che nessuno deve vedere. Alla luce di fari, spareranno. Nel petto. Volano, le falene. Cari genitori, cari figli, se le cose andranno male. Vi ho sempre amato. Devo andare. Devo essere fucilata. La vostra Papillon.