Sono il “signor” Mario Cacciari. Solo Mario Cacciari per tutti. A tutti dico salve.
Paolo Bastoni ha scritto: “Ho letto giorni fa della proposta del signor (dottor? professor?…) Cacciari con la quale vorrebbe convocare le ruspe per eliminare l'asfalto della pista per far posto al cemento di un impianto termale (nel quale – forse – potrebbe esercitare la propria professione di progettista di parchi e giardini.)” eccetera eccetera…
Lo pregherei di rileggersi meglio e senza prevenzioni le motivazioni che compaiono nel testo della petizione sull'Autodromo (non anti Autodromo).
Di stabilimento termale non se ne parla.
Vi si dice, sì, che a suo tempo si sarebbero potuti utilizzare in tal senso i soldi, che ritengo ancora sprecati, se si fosse pensato di potenziare le nostre care (io c'ero, a godermele) Acque Minerali. E forse (perché no?) arrivare prima che Castel San Pietro e Riolo Bagni iniziassero la loro corsa. Ma nel mio testo, invece, si parla di “stazione” e non di stabilimento, di un luogo cioè di “sosta” in cui chi percorra il circùito, non cementificato ma trasformato in una Green-way, possa fermarsi e ristorarsi con una bevuta ed eventualmente con qualche rilassante esercizio di quelli che si possono praticare nei posti termali.
Perché parlo di green-way? Un paio di anni fa una giovane imolese mi chiese se poteva utilizzare come spunto per la sua tesi di laurea in Verde Ornamentale, una mia vecchia idea nata quando pareva che l'Autodromo fosse su una via molto vicina a quella dell'estinzione. La mia idea era un'ipotesi di come si sarebbe potuto riciclare l'impianto in caso di suo inutilizzo in senso sportivo.
Accolsi con piacere la richiesta che mi lusingava. Discutemmo un poco della cosa, prima che lei la prendesse completamente nelle sue mani. Io avrei forse avuto in testa una Parkway all'americana mentre Laura, e con ragione, propendeva per una Green-way. Non posso spiegare qui in che cosa consista la differenza, ma lo si può ben leggere nella sua tesi che, proposta alla fine degli studi, fu licenziata con lode e con i complimenti della Commissione.
Spero che prima o poi sarà l'interessata a mostrarla ed a spiegare i suoi intenti progettuali. Io posso solo dire che l'anello non era stato cancellato, né le ruspe lo avrebbero distrutto, ma lungo il percorso, sia nel nastro d'asfalto stesso, sia in quelle che ora mi pare si chiamino “aree di fuga” si prevedeva di creare numerosi punti di interesse paesaggistico e culturale che coprivano l'agricoltura, la geologia, la storia dell'impianto, la storia di Imola, le caratteristiche della flora locale, ecc. ecc.
Vorrei avere finito, almeno per ora, ma c'è quella parentesi maliziosa, che mi rode alquanto…
Devo quindi affermare che, alla mia età e con i notevoli problemi fisici che mi affliggono, non ho più nessuna voglia nè velleità di “esercitare la mia professione” sugli interessanti spazi che si potrebbero creare con tale operazione. Ho spesso invece prestato la mia opera e la mia collaborazione all'Amministrazione comunale, ma sempre l'ho fatto senza chiedere nessun compenso né rimborso, né mai mi è stato offerto sotto forma di incarico o di vil denaro. Se fossi altrettanto malizioso e cattivo potrei affermare che il Paolo Bastoni, direttore di un periodico di motori, avversando la mia legittima e non scandalosa proposta, possa temere di perdere argomenti da portare sulla sua testata…
Ma non sono né malizioso, né cattivo.
Grazie per l'attenzione. Spero di sentire anche qualche grafomane favorevole a questo sciocco che scrive.