Imola. “Cercherò di costruire un'alleanza che parta dal centrosinistra attualmente al governo della città e si allarghi a forme di civismo nuove. Siamo in una situazione di crisi economica e di discredito dei partiti, non possiamo limitarci a una manutenzione ordinaria della nostra impostazione politica”. Così, Daniele Manca definisce il campo sul quale lavorare dopo aver ricevuto un mandato quasi unanime, con l'eccezione dell'astensione di Pierpaolo Mega, alla sua ricandidatura a sindaco da parte del Pd. Ma chi sono questi nuovi civici? “Non certo chi è uscito recentemente dai partiti, chi viene dalla destra oppure chi dalla maggioranza è passato all'opposizione.” Dunque, porte chiuse in faccia rispettivamente all'on. Raffaello De Brasi, a a Riccardo Mondini e a Giuseppe Palazzolo. E Attiva? “Se vuole dialogare sul futuro della città, parleremo con loro -spiega il sindaco -. Sono quasi tutte persone, a parte il leader De Brasi che non vengono da esperienze politiche nei partiti”. Altri civici “buoni”? Manca non rivela nulla nonostante le molte domande dei giornalisti, ma è probabile che si stiano muovendo le acque per dar vita a una lista qualche personaggio del mondo delle associazioni commerciali, artigiane e della cooperazione oltre a qualcuno in uscita dall'Italia dei valori come Luigi Bacci.
Per quanto riguarda il centrosinistra, è stato fatto notare fatto notare che Sel è uscita dalla maggioranza sbattendo la porta. Anche in questo caso Manca è fiducioso: “Vedremo cosa diranno i suoi dirigenti (qualcuno sussurra che potrebbero anche cambiare, ndr) sui programmi per il futuro della città”. E sul Psc, il Piano strutturale comunale, il primo cittadino anticipa che sarà rivisto “nel senso di una maggiore attenzione alle costruzioni già esistenti che si possono riqualificare e riutilizzare, mentre abbiamo deciso di ridurre il dimensionamento dei nuovi volumi rispetto al progetto preliminare Lo adotteremo entro la fine dell'anno in consiglio comunale, quindi apriremo il dibattito prima dell'approvazione in autunno”.
In ogni caso, è il mantra recitato sia da Manca sia dal segretario Pd Fabrizio Castellari “le alleanze si faranno sulla condivisione di un programma che cominciamo ora a discutere e che non potrà vedere presente chi dice che Imola è in declino. Se alla fine di questo percorso, qualcuno della coalizione chiederà le primarie, mi dichiaro fin d'ora disponibile a farle”.
A proposito di primarie, il sindaco chiarisce “di aver scelto Bersani non contro Renzi, ma perché lo consideto più adatto a guidare il paese. Matteo sa quello che penso, ovvero che le primarie dovrebbero servire ad allargare il campo del centrosinistra”. Dunque, Manca cerca di ammorbidire alcune critiche al partito che si sono alzate anche nella direzione del Pd che lo ha incoronato candidato sindaco sia da parte del mondo cattolico sia dalla sinistra degli ex mariniani.
Infine un pensiero al Movimento 5 stelle: “Possono essere un competitor nuovo anche se ritengo le posizioni di Beppe Grillo autoritarie e populiste”. Sotto questo punto di vista, nulla è cambiato rispetto ai giudizi dati due anni fa. Ora le eventuali novità arriveranno dal responso delle urne.
(Massimo Mongardi)