Una delle componenti fondamentali per la sicurezza, nella moto, è rappresentata dai pneumatici ai quali affidiamo il nostro equilibrio, soprattutto nelle fasi più critiche che sono rappresentate soprattutto dalle curve, in piega, e dalle frenate, momenti nei quali è fondamentale che la moto sia “incollata” al terreno e risponda in maniera prevedibile ai nostri comandi.

Parlare in maniera esaustiva dell'importanza e delle caratteristiche che devono possedere i pneumatici, in una moto, è complesso, e richiederebbe un volume intero, e non un semplice articolo, cercheremo quindi di mostrare i punti salienti per comprendere le ragioni per le quali i pneumatici offrono grip e aderenza, quindi sicurezza, e quali siano le scelte migliori per le nostre moto.


Diciamo subito due cose: la tecnologia ha fatto dei grandi passi avanti, negli ultimi anni, e la scolpitura dei pneumatici ha più una funzione estetica (oltre a contribuire all'estrazione dell'acqua quando ci si trova su terreno bagnato) che di reale contributo alla performance del pneumatico stesso.

La reale efficienza è data dalla carcassa che, superata la fase della classica tela d'acciaio “radiale” oggi arrivano ad utilizzare componenti aerospaziali con tecniche varie che differiscono anche profondamente da marca a marca ma che offrono prestazioni sconosciute alle “gomme” del passato.

la fisica e il pneumaticoPerché è importante la struttura della carcassa nell'esercitare il grip del pneumatico? Come si è detto oggi le carcasse sono costruite con tecnologie e materiali più raffinati del passato. Questi materiali, disposti in modi diversi a seconda della casa produttrice e del modello, con l'esercizio (e quindi con il riscaldamento del pneumatico) tendono a modificare il proprio orientamento e a disporsi, all'interno della mescola del pneumatico (“mescola”, per questo è ormai scorretto chiamarle “gomme”), in maniera da rinforzare i punti di maggior sollecitazione, a questo punto anche le mescole che posseggono maggiore o minore durezza sulle spalle piuttosto che sul battistrada, arrivano a lavorare in maniera ottimale esercitando la loro funzione di grip e stabilità anche a moto inclinata di molti gradi.

Vale la pena ricordare anche, a quelli che si chiedono come facciano a raggiungere gradi così elevati di inclinazione, che questo risultato si ottiene per via di un principio fisico (sul quale si basa anche il funzionamento dei giroscopi) in base al quale più veloce è il movimento rotatorio maggiore è la forza che tende a riportare la ruota in assetto verticale, è per questa ragione che in curva ci si sporge verso l'interno per mantenere la moto in piega, per contrastare il momento sollevatorio. A questo punto è sufficiente scongiurare uno scivolamento laterale, garantendo il miglior grip possibile al pneumatico, e l'equilibrio è raggiunto.

scolpiture di pneumatici diversiNaturalmente le performance di Valentino Rossi o di Casey Stoner si ottengono con una delicata sensibilità all'equilibrio tra le due forze, quella di sollevamento e quella che fa tendere allo scivolamento, e il fatto che loro siano campioni del mondo e noi no qualcosa significa, per cui… moderazione e attenzione perché se è vero che la fisica ci aiuta nel non farci cadere, ci sono anche leggi che, invece, contribuiscono a ricordarci che esiste una legge di gravità… per cui se proprio vogliamo provare a “sdraiarci” facciamolo almeno in ambiente più sicuro quale è la pista!

Ma torniamo a parlare del pneumatico.

Se prestiamo attenzione nella scelta delle coperture per la nostra auto a maggior ragione dobbiamo essere attenti quando si tratta dei penumatici per la nostra moto: non tutti vanno bene.

A parte il fatto che, naturalmente, esistono diverse misure in funzione dei diametri delle ruote, diverse sezioni per il pneumatico anteriore e quello posteriore, dobbiamo anche tenere conto dei fattori di cui abbiamo parlato prima: la struttura interna, la carcassa.

Ogni azienda, producendo un determinato tipo di pneumatico, lo pensa per uno specifico utilizzo, molto più di quanto non accada per le autovetture. Così ad una supersportiva occorreranno pneumatici che possano offrire grip e prestazioni mentre ad un grande “incrociatore” da autostrada ne serviranno di altro tipo, che possono raggiungere più lentamente la corretta temperatura di esercizio ma che sopportino le pressioni che peso della moto, del (o dei) passeggero e dei bagagli esercitano, senza naturalmente dimenticare che siamo sempre su due ruote e che il grip e la tenuta in curva è sempre fondamentale.

Senza entrare nello specifico di marche e modelli il consiglio più importante è quello di rivolgersi, per al loro scelta e il montaggio, non al semplice gommista che, grazie anche all'avanzata tecnologia delle macchine che oggi vengono usate, vi installerà in modo senz'altro perfetto le vostre coperture, ma scegliere un tecnico che sia specializzato sulle moto e che, oltre ad offrirvi un panorama di scelta più ampio, proprio perché la moto richiede un livello di “specializzazione” del pneumatico più elevato rispetto ad un auto, sarà anche in grado di consigliarvi, con competenza, quali siano quelli più indicati per il vostro mezzo e per il vostro tipo di utilizzo.

come sono fatte le termocopertePressione e temperatura d'esercizio dei pneumatici. Ecco due tra i parametri più importanti da tenere in considerazione per utilizzare nel modo più sicuro la moto. Dando per scontata la necessità di girare controllando la corretta pressione nei penumatici dobbiamo ricordare che questa è anche in funzione della loro temperatura.

Questo si traduce in diversa valutazione a seconda dell'uso che facciamo della nostra moto: se la nostra due ruote è una supersportiva, che richiederà di poter offrire un ottimo grip fin dalle prime curve, dovrà andare in temperatura molto in fretta e dovrà, di conseguenza, avere all'inizio, a pneumatico freddo, una pressione un po' più bassa, questo perché prima di utilizzarla dovremo aver fatto salire la temperatura in maniera da arrivare più velocemente ai livelli di grip ottimali.

Un mezzo utilizzato per il mototurismo, con il quale partiremo “a freddo” dal box (e che dovrà sopportare pesi maggiori), avrà i pneumatici gonfiati alla pressione ottimale fin dalla partenza.

Abbiamo parlato della relazione tra temperatura e pressione, ma se è chiaro che uscendo dal box avremo le “gomme” già pronte con la giusta pressione, come otterremo la stessa cosa con la sportiva?

La risposta è semplice: con l'uso di termocoperte. Questo è un accessorio più indispensabile che utile per chi va in pista: la moto deve poter offrire il massimo della confidenza fin dalle prime curve, e per ottenere questo il pneumatico deve essere arrivato sia alla pressione sia alla temperatura di esercizio, molto di più di quanto non richieda una moto per il turismo perché vengono richieste prestazioni ai limiti. Le termocoperte (che arrivano a portare il pneumatico a temperature tra i 70 e i 90 gradi) vanno calzate non appena la moto arriva sul circuito, vanno tolte appena prima di entrare in pista (con la moto sorretta dai cavalletti) e vanno rimesse appena si rientra nel box, in maniera da mantenere costante sia la struttura della carcassa sia la temperatura della mescola in maniera da non far differire significativamente le prestazioni dei pneumatici tra un turno e l'altro.

Naturalmente questi due casi presentati sono le due situazioni più distanti tra di loro, ma le abbiamo usate per far meglio capire quali siano le componenti in gioco, in mezzo ci sono tutti gli altri tipi d'uso, non solo per la pista ma anche per la strada.

Tiziano Monti in piega in pista, questo è l'UNICO LUOGO dove si possa - in sicurezza - portare la moto ai limitiUn'ultima notazione: i pneumatici di una moto hanno una vita più breve rispetto a quelli delle auto, d'altra parte considerando la necessità di offrire un grip diverso (e superiore) rispetto a quelli delle quattroruote, si spiega l'impiego di mescole di durezza differente e, di conseguenza, un consumo più rapido ed elevato. D'altra parte tra i pneumatici da moto se ne possono trovare modelli che permetteranno poche migliaia di chilometri di percorrenza (anche tra i 5 e i 10000) e altri che, invece, potranno offrirvene anche un paio di decine di migliaia. Il consiglio è comunque quello di non lesinare sui costi dei pneumatici perché a loro è affidata la nostra pelle, e non è detto che una gomma che dura di più sia la soluzione migliore per la nostra sicurezza…

Questi sono solo alcuni – pochi ed essenziali – consigli per la scelta e la gestione, come si è detto per spiegare dettagliatamente il funzionamento e le dinamiche d'uso dei pneumatici sarebbe necessaria un'intera pubblicazione, anche per prendere in considerazione tutte le differenze di caratteristiche tra case diverse e, all'interno dei cataloghi della stessa casa, tra modelli differenti.

Allora, per chiudere, ricordiamo due suggerimenti fondamentali: rivolgersi ad uno specialista per la scelta delle coperture e mantenere i pneumatici con una corretta manutenzione, che riguarda prima di tutto pressione d'esercizio e temperatura. Questo perché – è sempre bene ricordarlo – la moto di ruote ne ha solo due. E noi di vita ne abbiamo una sola.

 

Tiziano Monti – www.tizianomonti.it