Imola. Profonda delusione e amarezza. Ecco ciò che le nuove regole che il Pd vorrebbe introdurre per le primarie di coalizione, hanno provocato fra i sostenitori del sindaco Matteo Renzi in città. “E' come uccidere la speranza di tanti  che, come me, vedono in Renzi un leader riformista capace di attirare consensi anche fuori dal Pd – sottolinea Gianpietro Mondini, già presidente della Coop Ceramica -. Il riformismo vero in Italia è sempre stato bloccato dalle Brigate rosse e da alcune inchieste, mi sembra sorprendente che ora l'opposizione al riformismo arrivi dall'interno dello stesso Pd. E poi perché cambiare le regole? Quando il candidato era Romano Prodi, ricordo che i pullman partivano dalle parrocchie senza alcun problema per andare a votare alle primarie. L'unico motivo sembra una paura di un reale cambiamento che poteva dare una svolta al nostro paese”.
Assai critico anche l'on. Raffaello De Brasi: “Penso che le nuove regole servano a far vincere Pierluigi Bersani, ma quando non sono concordate fra gli sfidanti già in campo per le primarie, rappresentano un modo di agire scorretto in contrasto con l'apertura che il segretario nazionale del Pd aveva detto di volere circa un mese fa. Con le nove regole, si restringerà la partecipazione, si impedirà ai tanti delusi del centrodestra di votare e si garantirà un'alleanza fra Bersani e Nichi Vendola al secondo turno. Vedo modi di agire settari e autolesionisti in queste ore nel Pd. Se poi l'assemblea nazionale di sabato 6 decidesse  che non si terranno nemmeno le primarie, il Pd perderebbe il mio voto e quello di altri alle elezioni politiche”.
(Massimo Mongardi)