Imola. La petizione lanciata da Mario Cacciari sul tema “Trasformare l'autodromo di Imola in un elemento paesaggistico con stazione termale” è ora disponibile anche su carta. Proposta inizialmente sulla comunità on line Avaaz, dove è ancora possibile firmare, da qualche giorno si può firmare anche su moduli cartacei. Chi fosse interessato può rivolgersi al numero telefonico 348/3708025.
“Ritengo sia importante ricominciare a discutere del futuro di quell’area e del suo possibile utilizzo, viste anche le difficoltà economiche per fare quadrare i bilanci dell’autodromo – afferma Cacciari -. Ci sono alcuni elementi imprescindibili, le opere che nei decenni si sono susseguite per rendere il manufatto sempre più consono alle esigenze dello ‘sport’ d fatto hanno distrutto le sorgenti di acque minerali curative da sempre esistenti; hanno distrutto parte del meraviglioso Parco delle Acque Minerali; ne hanno reso difficoltoso l'utilizzo da parte della cittadinanza; hanno degradato, in maniera spesso insopportabile, la qualità della vita imolese con l’emissione (si parla di 250/300 gg all’anno) di rumori che giungono fino al centro della città. Tutto questo senza i vantaggi economici che avrebbero dovuto almeno in parte compensare tale degrado e col risultato che, nonostante gli sforzi, la Formula Uno, l’unica che potesse portare benefici alla città, è stata tolta e gare di reale importanza e capaci di attrarre pubblico non se ne fanno più”.
Ma cosa si potrebbe fare oggi? “Esiste da un paio d’anni, tanto per portare un esempio, un’ottima tesi di Laurea che, in caso di inutilizzo in senso sportivo, immagina di trasformare l’anello in una spettacolare Green-way, senza distruggerlo né cementificarlo; prevede anzi di creare, sul nastro d'asfalto stesso e nelle aree di fuga e di rispetto, numerosi punti di interesse paesaggistico e culturale che coprano l'agricoltura, la geologia, la storia dell'impianto, la storia di Imola, la flora locale, lo sport attivo ecc. ecc.. E sarebbe forse sbagliato inserire nell’attraente menù anche le gioie di una “stazione” in cui poter sostare a bere acque curative e fare qualche rilassante esercizio fisico?”.