Imola. Il sistema di potere del Pd, partito egemone, è impermeabile a qualsiasi forma di dibattito e ciò ha portato a un declassamento della città. Dunque serve un’alternativa civica, una sola lista, o un gruppo di liste con un unico candidato sindaco per portare il sindaco Daniele Manca al ballottaggio con l’obiettivo concreto di portare per la prima volta un cambiamento al governo di Imola. E’ l’analisi di Attiva, l’associazione presieduta dall’on. Raffaello De Brasi, che ha deciso di far partire un percorso che avrà una tappa fondamentale il 6 novembre alle ore 20 con un’assemblea al teatro dell’Osservanza.

“Cercheremo di riempirlo e di dare la parola ai cittadini che parleranno a titolo personale – spiega De Brasi – e se capiremo che per molti è auspicabile un’alternativa, Attiva farà un passo indietro a favore dell’assemblea che dovrà coordinarsi con una cabina di regia per cercare di dar vita a un polo civico. Naturalmente, bisognerà avere una griglia di valori condivisi che abbiamo stilato. Più attenzione a progetti sostenuti dall’Europa, impegno al dialogo fra laici e cattolici, consapevolezza del ruolo sociale ed economico della cooperazione, impegno a combattere ogni forma di monopolio e di protezionismo ripensando il sistema delle partecipate (con particolare riferimento a Hera) e l’impegno a rinnovare alla radice le forme della partecipazione dei cittadini che non possono più essere i forum”.

Ma la ciliegina sulla torta è “promuovere a partire dalle candidature una profonda rigenerazione della politica stimolando la nascita di una nuova classe dirigente giovane e competente”. Giovane, quindi De Brasi si tira fuori dalla candidatura a sindaco? “Ovviamente una faccia nuova non sono io che ho già fatto un percorso politico lungo, magari potrò dare una mano di esperienza in seconda fila”. E se il giovane non si trovasse e l’assemblea le chiedesse di candidarsi a sindaco? “Vedremo, in ogni caso non è questo il percorso che immagino nè il mio obiettivo”.

Parliamo di alleanze partendo dall’unica lista civica già esistente, quella promossa da Giuseppe Palazzolo, Antonio Pezzi e Riccardo Mondini. “Mondini mi pare un fattore disgregatore di ogni progetto civico – sottolinea De Brasi -. Solamente la consigliera regionale del Pd Anna Pariani può pensare che io e lui, dopo 40 anni di scontri, saremmo pronti  a metterci insieme. Invece l’amico Pezzi e Palazzolo potrebbero stare bene nel progetto, ma gli chiederei di fare un passo indietro come il mio a favore di giovani che stanno già con loro”.

Altri possibili alleati? “Da un po’ di tempo non sento i vertici locali di Sel – riflette il presidente di Attiva -. Se fossero interessati a spogliarsi del simbolo nazionale e a partecipare come  persone singole sarebbero le benvenute. Sono usciti dalla maggioranza con dure critiche al Pd e mi pare complicato un loro dietrofront. Poi, sto facendo un’altra serie di incontri con persone e soggetti politici”.

Se l’assemblea andasse bene e uscissero più candidati giovani e preparati? “In tal caso, pensiamo a forme di selezione democratiche dei cittadini in coerenza con il processo che vorremmo aprire. Si potrebbero tenere le primarie senza regolamenti così stringenti come nel Pd a livello nazionale”.

(Massimo Mongardi)