Bologna. 19 a 17: per due voti il consiglio comunale di Bologna dà il via libera alla fusione tra Hera e Acegas-Aps. Una seduta movimentata sospesa per due volte da una cinquantina di manifestanti dei comitati per l’Acqua bene comune che con slogan e manifesti facevano sentire la loro protesta per l’accorpamento. Votazione nella tarda notte con la maggioranza che si spacca, infatti Sel e Idv hanno votato contro. Alla fine la delibera è passata per 19 voti favorevoli a 17. A favore il solo Pd, compreso il sindaco Virginio Merola, e il centrista Stefano Aldrovandi, ex Ad di Hera. Contrari Pdl, Lega, Movimento Cinque Stelle, Idv e Sel.
Via libera anche dal consiglio comunale di Modena con 20 voti a favore 20, 16 contrari 16 e 4 astenuti. Tutti i consiglieri a favore sono del Pd, tra questi il sindaco, sempre dal Pd arrivani i 4 astenuti. Contrari tutti i consiglieri di centro destra e Federico Ricci, di “Sinistra per Modena”, lista civica che fa parte della maggioranza.
 
La proposta di fusione viene approvata, al termine di un intero pomeriggio di dibattito e con i voti favorevoli del solo Partito democratico, anche a Ferrara.
Intanto il Comitato “Acqua Pubblica” di Imola rende noto l’elenco dei Comuni dove, fino ad ora, il voto è stato contrario alla fusione: Formigine (MO), Predappio (FC), Civitella di Romagna (FC), Porretta Terme (BO), San Portico e San Benedetto (FC), Premilcuore (FC), Rocca San Casciano (FC). “Contrariamente a quanto avvenuto ad Imola, in tutti i consigli comunali i rappresentanti di Sel, Idv, Prc e PdC hanno espresso voto contrario o si sono astenuti insieme ad alcuni consiglieri del Pd. A Bologna e Modena la fusione è passata con i soli voti del Pd, a Forlì il sindaco (Pd) dichiara  di essere contrario alla fusione. Ad Imola tra associazioni e sindacati, solo le voci di Legambiente e Wwf  si levano  a difesa del risultato referendario per un servizio idrico fuori dal mercato che, in quanto tale, sarà fuori dalle gare che tanto preoccupano la nostra amministrazione. Come Comitato riteniamo che la partecipazione,  la discussione e l'informazione nel territorio sia stata insufficente, soprattutto riguardo alla modifica dello Statuto che consentirà al Fsi (Cassa depositi e prestiti, ministero Economia e Fondazioni bancarie) di entrare come socio “pubblico” disponibile all'acquisto di quelle azioni che i Comuni saranno costretti a vendere a causa delle continue riduzioni dei trasferimenti agli Enti locali”.

Intanto una precisazione arriva da Giuseppe Casisi, coordinatore per Italia dei Valori di Imola: “Il consigliere comunale Luigi Bacci è stato sfiduciato dal partito con una richiesta firmata all'unanimità dallo stesso direttivo in data 9 aprile 2010 e che Luigi Bacci, va ritenuto a tutti gli effetti figura esterna al partito dipetrista pur mantenendo il simbolo per regolamenti comunali. Pertanto, ogni sua azione va ritenuta a tutti gli effetti un'azione personale”. Dopo di che l'Idv precisa la sua posizione sulla fusione: “La questione Hera-Acegas ha portato in luce in particolare due elementi su cui riflettere, partendo anzitutto da un punto fondamentale ossia che il nostro obiettivo è rimanere pubblici. Il primo punto è che  non esiste ad oggi una strategia d’uscita per una multiutility obsoleta, ma al tempo stesso è chiaro che non può e non deve fallire; poichè qualora la stessa dichiarasse fallimento  ci si deve interrogare a chi andrebbero le reti e i servizi attualmente in essere. Forse  all’asta fallimentare? A seguito dei vari tagli avvenuti i singoli Comuni non avrebbero certamente la liquidità per riacquistare 'il bene pubblico' un tempo proprietà dei cittadini. Il secondo punto è che ci si sta accorgendo  solo oggi che quello che 20 anni fa era al 100% pubblico oggi lo è solo per il 51%, pertanto Italia dei Valori, soprattutto Imola, si interroga dove si voglia arrivare. Proprio per questo Idv Imola si pronuncia contro la fusione, ritenendola una decisione inappropriata per i cittadini”.