Casola Valsenio (RA). Saranno due i fine settimana con la “Festa dei frutti dimenticati”. Si inizia il 14 e 15 ottobre (inglobando la Festa dei Marroni) e si replica il 20 e 21 ottobre. Un’occasione da non mancare per chi vuole ritrovare frutti spariti da tempo. Solo grazie all’impegno di Casola Valsenio e degli agricoltori locali è possibile riscoprire sapori quali quelli di sorbe, giuggiole, corniole, mele da rosa, pere volpine, azzeruole, melagrane e così via. Accanto a loro frutti più tradizionali come marroni, noci, nocciole, per il piacere del palato ed il recupero del patrimonio culturale e materiale del passato, a cominciare dalle abitudini alimentari che portavano a consumare quei frutti, conservati nei solai, nelle lunghe e fredde sere di veglia. Frutti che aiutavano anche a combattere meglio il freddo dell’inverno grazie al loro potere calorico: il gheriglio della noce, ad esempio, costituisce un alimento quasi completo, con un altissimo numero di calorie.
Questi frutti oggi ritornano, grazie ad agricoltori che, per amore o nostalgia del passato, hanno sollevato dalla morte vecchie piante o ne hanno collocate di nuove grazie anche ad iniziative come quella della Festa dei frutti dimenticati di Casola Valsenio. Una festa che li ripropone all’attenzione di turisti, visitatori, studiosi e di chi non li ha finora conosciuti sotto l’aspetto alimentare, ma solo come elementi identificativi di una condizione ambientale ed umana tipica della collina faentina fino alla metà di questo secolo.