Spett. redazione,
il Collegio dei Geometri e dei Geometri laureati di Ravenna prosegue nell’impegno a favore dei lavoratori dell’Agenzia del Territorio, preoccupati di fronte al “destino” di essere accorpati all’Agenzia delle Entrate a partire dall’1 dicembre, in seguito all’applicazione del decreto sulla spending review. Il Collegio ha così incontrato nei giorni scorsi una delegazione di lavoratori dell’Ufficio provinciale di Ravenna dell’Agenzia del Territorio. Dopo aver espresso loro la piena solidarietà della categoria, i vertici del Collegio hanno sottolineato come con questo “accorpamento” si metta a repentaglio una realtà indipendente e professionalmente molto qualificata come appunto quella del “Catasto”. Con serie preoccupazioni anche per l’occupazione.

Dal punto di vista tecnologico siamo di fronte a una fra le realtà avanzate dell’amministrazione pubblica. Si tratta sicuramente della ‘punta di diamante’ di un sistema complesso. E questo grazie alla professionalità degli operatori. Di contro il progetto di fusione non indica in alcun modo ruoli e compiti della nuova realtà. Questa incertezza è estremamente grave anche perché si rischia di provocare danni alla lotta all’evasione fiscale. L’Agenzia del Territorio svolge compiti che sono intimamente collegati alla vita delle comunità locali e quegli uffici si interfacciano quotidianamente con Comuni e Province, grazie a un’incredibile evoluzione tecnologica e professionale che si è verificata negli ultimi dieci anni. Con l’unificazione queste specializzazioni si verrebbero a perdere. Viene anche il sospetto che, spostando ‘fuori’ da queste realtà alcuni compiti, come l’anagrafe immobiliare, si possa ledere l’interesse pubblico. Di certo si verificherebbe un calo di autonomia funzionale e operativa delle attività catastali, mescolando il lavoro di verifica a controllo delle attività catastali, con quelle inerenti invece la riscossione delle tasse.

Vi sono anche aspetti locali estremamente delicati che vanno tenuti in considerazione. L’Agenzia del Territorio conta una sessantina di dipendenti; e dall’altra parte l’Agenzia delle Entrate ha tre uffici: Ravenna, Faenza e Lugo. Secondo il decreto del Governo gli ultimi due andrebbero chiusi e tutto il lavoro dovrebbe confluire a Ravenna. Ecco sorgere anche il problema delle sedi; due le possibilità: o rivedere i contratti d’affitto, con l’obbligo di diminuire la spesa di almeno il 15 per cento; o il trasferimento in sedi di proprietà demaniale.
A Ravenna l’Agenzia delle Entrate ha affittato uno stabile dalla Cmc. Non sappiamo se quella cooperativa sarà disponibile a diminuire il canone del 15 per cento. In caso contrario, dove andranno i dipendenti dell’Agenzia delle Entrate? Spazi, al ‘Catasto’ non ce ne sono di certo. Una obiezione che viene sollevata a favore dell’unificazioni delle due Agenzie riguarda la diminuzione delle cariche. Anche questo in realtà non è vero. Nel decreto si prevede che i dirigenti apicali delle due agenzie restino in ruolo; ma si istituisce un ruolo “superiore”, da affidare a un coordinatore. I “tagli” tanto sbandierati colpirebbero invece il personale degli uffici.
(Collegio dei Geometri e dei Geometri laureati di Ravenna)