Imola. E’ stato molto cauto il sindaco Daniele Manca al dibattito organizzato dal settimanale cattolico “Nuovo Diario Messaggero” su “Città metropolitana o Provincia romagnola?”. Evidentemente sapeva di essere in minoranza nel difendere la Città metropolitana di Bologna visto che gli altri relatori erano il vicesindaco di Ravenna Giannantonio Mingozzi e il sindaco di Forlì Roberto Balzani.

Sorprendentemente, chi invece ha attaccato di più l’ipotesi assai probabile di allearsi con Bologna è stato l’imprenditore di origini imolesi Alberto Forchielli: “Bologna è una città in grave decadenza, non ha più una sua banca, la fiera è a pezzi e l’università viaggia verso la 200esima posizione nel mondo. Per il futuro, vedo molto meglio i rapporti con la Romagna che ha il porto, lo sbocco sul mare, un turismo importante, una fiera di Rimini di alto livello e un’agricoltura diffusa che sarà il settore di sviluppo nei prossimi anni in un mondo dove aumenta la popolazione e dove c’è sempre meno acqua”.


Il vicesindaco Mingozzi non ha nascosto alcuni problemi “fra Ravenna e Rimini che spesso pensa di essere sempre la migliore in tutto. Ma se riusciamo a capire che insieme siamo una forza, potremo fare ottime cose perché una provincia con più di un milione di abitanti viene considerata maggiormente dall’Unione europea per i finanziamenti”.

Da parte sua, Manca ha sostenuto “l’importanza di stare, in questo momento, al tavolo della Città metropolitana che potrebbe avere funzioni maggiori delle province e che ci permette di avere una certa autonomia con il Circondario e la nostra Ausl. Inoltre alcuni servizi essenziali come la ferrovia metropolitana e l’aeroporto sono a Bologna. Metteremo i nostri 130mila abitanti sul piatto e ciò sarà importante perché, senza Imola, Bologna non potrà dar vita alla Città metropolitana. In ogni caso, prima  della decisione finale si potrebbe tenere un referendum previsto dallo statuto comunale”.

Una tesi confutata da Forchielli: “I due fattori che fanno crescere economicamente un territorio sono il credito e l’educazione. Nessuna banca a Imola e Bologna è più di proprietà di enti locali a differenza di alcune della Romagna e Bologna non mollerà mai facoltà universitarie importanti a Imola, sono troppo presuntuosi”.

Infine, il sindaco di Forlì Balzani ha spiegato perché la maggioranza e il Pd nella città romagnola hanno votato contro la fusione fra Hera e Acegas: “Non mi pronuncio sul progetto industriale, ma mi pare che la fusione allontani i Comuni dal luogo dove vengono prese decisioni fondamentali. Noi abbiamo appoggiato un referendum per l’acqua pubblica e vogliamo poter decidere quali servizi sono a rilevanza economica e quali no. Penso  inoltre che sia un bene far dimagrire le province e il ceto politico. I Comuni e le Regioni sono stati più incisivi al tavolo del governo”.

(Massimo Mongardi)