Budrio (BO). “La mia Bandiera”, il documentario di Giuliano Bugani e Salvo Lucchese sulla Resistenza al femminile in Emilia Romagna sarà proiettato giovedì 18 ottobre 2012, ore 21, all’Auditorium di via Saffi 50. La presentazione sarà tenuta dalla professoressa Cinzia Venturoli, ricercatrice e storica dell’università di Bologna. Il titolo è dedicato alla Partigiana di Bologna, Irma Bandiera, torturata per una settimana dai fascisti e uccisa nell’ agosto 1944.

Il documentario “La mia Bandiera. La Resistenza al femminile” (Produzione Elenfant Film), selezione Bari International Film Festival e acquistato da Rainews, è un lavoro sull'importanza che le donne hanno avuto all'interno della Resistenza e su cosa ha significato per quelle donne, scegliere di “scendere in campo”. Dalle testimonianze delle partigiane, uniche protagoniste del documentario, si ha uno spaccato inedito delle loro esperienze di lotta e di vita quotidiana come rivoluzionarie, attraverso le quali viene messo in evidenza il ruolo essenziale che le donne hanno avuto per la sopravvivenza e la vittoria della Resistenza stessa.
Il progetto, nato da un'idea di Giuliano Bugani, operaio e giornalista, collaboratore del sito Leggilanotizia, realizzato con Salvo Lucchese (direttore della fotografia e regista), con Alessandra Cesari (presidente dell’associazione Elenfant Film) e responsabile sviluppo progetti e con Roberta Bononi, ex collaboratrice della Cineteca di Bologna, è una raccolta di interviste a partigiane dell'Emilia-Romagna, da Piacenza a Rimini.
“…Esistono cose che nessun libro di storia può, o non può scrivere. Da qui la consapevolezza che siamo al termine di una fase sociale, nella quale è al limite la possibilità di raccogliere queste cose, delle quali appunto, nessun libro, scriverà. La figura della donna all’interno della Resistenza; il codice di comportamento con i partigiani di sesso opposto; la consapevolezza delle proprie forze dei propri compiti; i rischi, spesso molto più agghiaccianti e spaventosi, contro i quali andavano se fossero state catturate, rispetto i partigiani; l’atteggiamento della popolazione civile nei loro confronti. Tutto questo meritava di essere raccontato attraverso la loro voce. La loro memoria. La loro testimonianza lucida e pronta”.
Questo documentario vuole fare chiarezza su una parte della storia che gli storici, spesso o quasi sempre, hanno evitato di prendere in considerazione. Partigiane. Ma anche, madri, figlie, sorelle. Erano staffette. Erano donne. Le musiche, originali, sono state composte da Gianluca Nuti e il brano di coda, “Partisan’s Bella Ciao”, é stato gentilmente concesso dai Modena City Ramblers.

Il lavoro è stato realizzato con il prezioso contributo di Fondazione Carisbo, Anpi di Bologna, Parma e Piacenza; con il Patrocinio di Comune di Bologna, Istituto Storico Parri di Bologna, Isrebo (Istituto per gli studi della storia contemporanea e della Resistenza di Ravenna e provincia), Istituto storico della Resistenza di Alfonsine, le Anpi di Reggio Emilia, Modena, Forlì, Ravenna, Rimini, Santarcangelo di Romagna, Castelfranco Emilia. Il progetto è inoltre stato sostenuto a livello logistico dal Centro di Documentazione di Marzabotto per degli studi delle stragi nazifasciste e delle rappresaglie di guerra – Parco Storico di Monte Sole e dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Bologna.