Novi Modenese. C’era tutto il mondo associativo e politico di Borgo Tossignano alla “Fera d’Utober” a Novi Modenese, domenica 14 ottobre. Tutti insieme per portare la solidarietà di una piccola comunità romagnola ad una cittadina colpita con forza inaudita dal sisma. “Il centro storico è ancora completamente chiuso” ha detto il Sindaco della città “ma la vita continua e per noi questa fiera è molto importante. È il segno tangibile che ci siamo ancora, che siamo vivi e pronti a rinascere. Rinascere meglio di prima”. Tanta la gente tra le bancarelle e tanti anche i sorrisi ed i canti. Un’allegria che pare strana così racchiusa in un panorama di demolizioni, macerie e muri puntellati. Sembra quasi che il terremoto sia stato pochi giorni fa. I tempi della ricostruzione sono lunghi e come ricorda un’anziana mondina del posto “la pazienza è la virtù dei forti, non degli stupidi”.Novi di Modena

La delegazione di Borgo Tossignano ha donato tutto il suo meglio. Da un lato i prodotti tipici delle sue sagre grazie agli stand allestiti nel parco della città (maccheroni, polenta, garganelli e ficattola) e dall’altro i prodotti della generosità della sua gente: 12.000 euro in beneficienza. “I 12.000 euro” ha detto il vice presidente della Pro Loco di Borgo Tossignano Lucio Visani, “sono stati raccolti durante una serie di iniziative organizzate in paese subito dopo il sisma”. “Un risultato straordinario per un comune piccolo come il nostro” ha dichiarato il sindaco Stefania Dazzani alla consegna dell’assegno alla sua collega novese.


Calorosa l’accoglienza del Sindaco di Novi modenese e dei rappresentanti del mondo associativo locale. Al di là dei soldi, “quello che conta davvero è avere creato dei nuovi contatti e aver visto da vicino una realtà che ormai la televisione nazionale non racconta più” dice Claudio Suzzi, presidente della Pro loco di Tossignano a fine serata.

Un piccolo grande gesto quello compiuto da Borgo Tossignano. Un aiuto concreto per sostenere gli abitanti di Novi nella lunga sfida che gli attente per ricostruire la loro città “dov’era e com’era”. Buona fortuna! (Denis Grasso)