Imola. Quando si sente parlare di wrestling i più pensano ad Hulk Hogan e agli spettacoli della WWE trasmessi per televisione. Di certo non si pensa alla penisola italica, eppure anche da noi la passione non coinvolge solo spettatori, ma atleti che questo tipo di attività la praticano, a livello più o meno professionale, o addirittura la insegnano. È il caso di Fabio Giarratano, classe '90, conosciuto ai più al grido di “Red Scorpion”, lottatore freelance. Da un anno è aperta la sua scuola, per chi vuole apprendere le basi di questo sport d'esibizione e allenarsi insieme ad altri wrestler, una scuola che si trova proprio a Toscanella di Dozza.

Prima di tutto, chi è e come è nato Red Scorpion?

«Il mio alterego, che si presenta quando sono sul ring. Mi piace dire che è tutto quello che Fabio Giarratano non può essere e che non può fare: l'eroe dei bambini o il cattivo del pubblico, può essere forte come vulnerabile. Quando mi fu data la possibilità di esibirmi per la prima volta dovetti scegliere un nome, e quindi un'identità. Il rosso è il mio colore preferito, che rappresenta lo scontro e l'aggressione, mentre lo scorpione è letale nonostante sia di piccole dimensioni. E questo mi rappresenta, perché, per quanto sia muscoloso, con 170 cm di altezza sono sotto la media di altri lottatori, ma non per questo sono meno pericoloso. Così sono diventato Red Scorpion.»

Qual è il percorso che ti ha portato dove sei?

«La passione per il wrestling è iniziata con i videogiochi, le mosse mi affascinavano e così come è accaduto per molti della mia età, le provavamo a scuola. Dopo il gioco la passione non calò, anzi, ero ancora più interessato a praticarla con serietà, così mi misi a cercare e trovai dei corsi a Imola. Oltre a quello mi dedicai agli stage, di cui il più importante è stato sicuramente quello con Dusty Wolf a Pisa. Nel 2007 debuttai con il primo incontro sul ring, e a questo ne seguirono altri, da Vienna fino a Roma. Nel 2010 entrai a far parte di una federazione in Emilia Romagna, cosa che mi diede molta visibilità, solo per loro feci 23 incontri. Da un anno mi occupo della scuola e ho affrontato come freelance molti atleti professionisti, sopratutto dall'estero, come Chris “The Bambikiller” o Makoto Morimitsu.»

Quale preparazione deve avere un lottatore?
«Si dice “l'abito non fa il monaco”, ma nel nostro sport è l'esatto contrario. Il fisico è il tuo biglietto da visita, devi curarlo con un allenamento specifico, sessioni di riposo e una dieta adeguata. I muscoli appariscenti colpiscono, come e quanto la preparazione tecnica. Questo però è un aspetto che viene poco curato da alcuni atleti italiani.»


Questa prestanza fisica può richiedere l'uso di doping?
«Il problema del doping è presente nello sport in generale, ma in Italia, per quanto riguarda il wrestling, è un fenomeno pressoché inesistente. Il doping c'è dove ci sono i soldi. Mantenere una certa massa muscolare è indispensabile, e questo richiede tempo e impegno. I lottatori delle federazioni famose conducono una vita stressante, piena di impegni, spesso gli mancano il tempo e i mezzi per mantenere la forma. Credo che sia questo tipo di pressione a spingere un lottatore a fare uso di sostanze dopanti. Ma è una pressione che arriva innanzitutto dal pubblico, che acclama gli atleti con il fisico esagerato. Inoltre il doping era un problema diffuso soprattutto negli anno Ottanta, quando c'eran meno controlli. Ora tutte le federazioni, soprattutto quelle più grandi, hanno protocolli di controllo più stretti, per cui il problema è meno massiccio.»

Qual è l'accoglienza in Italia?
«Abbiamo avuto diverse fasi, prima di grande fomento negli anni ottanta, poi un periodo di buio, un altro periodo di fomento che poi è sceso. Ora c'è una situazione stabile, il wrestling viene trasmesso su Sky, per cui è seguito da meno persone, ma la passione c'è ancora. C'è tutto quello che serve per fare un grande spettacolo: mischia, agonismo, sport, acrobazie e storytelling. E anche il pubblico è sempre molto caldo, qualche settimana fa mi sono esibito a Castel Bolognese, la piazza era piena e il pubblico gridava le mosse eccitato quando ne riconosceva una. Quello che manca ora è la folla di curiosi che seguiva i canali pubblici, ma gli appassionati ci sono sempre, seguono gli incontri sulla televisione a pagamento o su internet.»

E dalla parte dei lottatori?
«La situazione in Italia è più difficoltosa che all'estero. In ambedue gli scenari ogni federazione allena i suoi lottatori, dando le prime opportunità di combattimento, la gavetta. All'estero gli allievi preparati possono essere notati da altre federazioni, scambiati o ceduti, e questo crea un clima di collaborazione da cui la scena italiana dovrebbe trarre spunto per migliorare. Questo clima collaborativo non c'è ovunque nemmeno all'estero, ma almeno le federazioni non si osteggiano a vicenda. Qua ho visto molta antipatia, che fa male alla scena, per questo molti lottatori si esibiscono come freelance.»

Come è nata la scuola?
«Durante il periodo in cui mi esibivo per la WWP (world wrestling promotion, ex federazione dell'Emilia Romagna) noleggiai un locale per costruire la mia palestra, dove mi allenavo da solo. Quando la federazione chiuse i battenti molti wrestler non sapevano dove andare ad allenarsi, e mi chiesero di farlo con me. Man mano unirono altre persone e decidemmo di spostarci in un locale più grande. Non mi presi da solo l'onere di allenare, mi fu chiesto da altri. Da parte mia, non credo di essere migliore o peggiore di nessuno, ma quel che posso garantire per certo è che chi si allena con me, dopo un certo periodo di tempo, sarà in grado di esibirsi allo stesso livello a cui lo faccio io. Certo, ci vogliono comunque impegno e tempo. Alcuni pensano che questo sport sia fatto solo di mossette e finzioni, poi quando vedono il tenore dei nostri allenamenti si spaventano e non si presentano più».

La scuola si trova a Toscanella di Dozza, in via della Resistenza 27 (vicino alla materna Sacro Cuore) ed è il punto di ritrovo di molti ragazzi. Per contatti e informazioni: wrestling.emiliaromagna@gmail.com. Molti contattano Red Scorpion sulla sua fan page ufficiale. Gli allenamenti si tengono ogni martedì e giovedì sera, con saltuari stage durante il weekend.

Per informazioni e contatti: wrestling.emiliaromagna@gmail.com

(Andrea Montefiori)