Imola. “L'eresia dei Magnacucchi sessant'anni dopo” è il tema di una conferenza proposta da Cidra (Museo della Resistenza e dell’Antifascismo) e Università Aperta nell’ambito della “Festa della Storia”. Appuntamento mercoledì 24 ottobre alla sala delle Stagioni (via Emilia 25), ore 20.45.
Dopo il saluto della presidente di Università Aperta, Gabriella Barbieri, e l’introduzione di  Giuliana Zanelli, vicepresidente Cidra, interverranno Learco Andalò (ex comitato centrale Usi- Unione socialista indipendente), Tito Menzani (Università di Bologna), autore del libro “Valdo Magnani cooperatore”. Coordina la giornalista Alessandra Giovannini.

L’episodio che vide  Valdo Magnani e  Aldo Cucchi, partigiani decorati, deputati comunisti, espulsi dal loro Partito per averne criticato la dipendenza dall’Unione Sovietica, si annida negli anni della guerra fredda.  Era il 1951. Furono oggetto di una campagna denigratoria e irridente, e indicati alle masse popolari come i “Magnacucchi”. Il calembour pare sia di Giancarlo Pajetta, mentre Togliatti sull’Unità del 28 febbraio di quell’anno commentò l’episodio dicendo, anche nella criniera di un nobile cavallo da corsa si possono sempre trovare due o tre pidocchi.
Il libro “L'eresia dei Magnacucchi sessant'anni dopo” uscito dall’editore Bononia  University Press,  e curato da Learco Andalò, raccoglie le relazioni svolte da vari studiosi al convegno svoltosi a Bologna nel settembre-ottobre di un anno fa.