Bologna. Si è costituito nei giorni scorsi il “Comitato provinciale per i referendum sul lavoro”, composto dalle organizzazioni bolognesi delle forze politiche e sociali promotrici dei referendum per l'abrogazione dell’art. 8 dell'ultima manovra Berlusconi, che cancella il contratto nazionale di lavoro, e per il ripristino dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, stravolto dal governo Monti.
Le forze promotrici bolognesi, per ora, sono: Fiom, “Lavoro e società” Cgil, “La Cgil che vogliamo”, Circolo de “Il Manifesto”, Alba, Federazione della Sinistra (Prc – Pdci – Mov.Partito del Lavoro), Italia dei valori, Partito comunista dei lavoratori,  Sinistra ecologia e libertà, Verdi.
L'adesione al comitato è “aperta a tutte le soggettività politiche, sindacali e di movimento, della società civile di Bologna, che hanno a cuore la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori”. Il comitato coordinerà la raccolta delle firme per la promozione dei referendum nel territorio provinciale di Bologna e promuoverà la costituzione di analoghi comitati nei comuni della provincia e sui luoghi di lavoro. Sarà allestito un profilo Facebook e un sito web per informare i cittadini sui luoghi dove poter firmare e raccogliere le adesioni individuali e collettive ai referendum. “Questa è una battaglia fondamentale in cui si gioca il destino dei ceti più deboli e delle generazioni future – affermano gli organizzatori -. La precarietà e la crisi si combattono difendendo ed estendo i diritti, l'occupazione e i salari.
La raccolta firme partirà da domani – sabato 13 ottobre – e durerà tre mesi. L'obiettivo minimo nazionale è di 700.000 firme, essenziali per ripristinare le tutele dell'articolo 18 e contratti nazionali di lavoro non derogabili”.
Per informazioni è attivo il sito nazionale www.referendumlavoro.it.