Imola. Per un giovane disoccupato alla ricerca di un lavoro ormai non esiste altro “dio” all’infuori del curriculum, l’unica strada che ti può portare alla salvezza, a uno stipendio, alla possibilità di avere una vita se non normale per lo meno dignitosa. Tutto passa per quelle due o tre paginette. Lì dentro è racchiuso il tuo passato, il tuo presente e, si spera, il tuo futuro. Comandamento fondamentale per un giovane disoccupato alla ricerca di un lavoro è disseminare il curriculum nel maggior numero di posti possibili. La ragione ti direbbe di individuare i pochi posti desiderati e rivolgere tutta la tua attenzione e determinazione su di loro. Questa strategia purtroppo non paga. E allora la tua ossessione diventa far arrivare quel riassunto della tua vita al maggior numero di persone e aziende. Ovviamente non puoi mandare lo stesso curriculum a tutti. Ecco così che nasce sul tuo pc una cartella dal titolo Cv con dentro decine di sottocartelle: CV Breve (per i lavori meno qualificati), CV Dettagliato (per i lavori più settoriali), CV Inglese (se mai non dovessi trovare niente in Italia!), CV Ambiente (valorizziamo solo le mansioni di quel settore), CV Commesso/Cameriere (l’ho fatto anni fa per mantenermi negli studi, ma non posso poi anche far vedere che mi sono laureato, altrimenti il datore di lavoro pensa che quello è solo un lavoro di ripiego in attesa di trovare qualcosa di meglio e quindi, temendo un tradimento, non mi prende). Insomma scrivere e inviare un curriculum diventa una vera e propria arte. O forse solo un’ossessione.

Prima tappa verso la beatitudine per chi invia curriculum, è caricarlo sulla pagina web delle tue aziende preferite. Enel, Hera, Terna, Sorgenia, Trenitalia, Italo ecc. ecc. Per ogni sito ci vogliono ore. Ci sono decine di voci da compilare. Le stesse cose che hai già scritto nel curriculum ma dirle due volte forse è una garanzia che non sei schizofrenico o che non ti stai inventando le cose. O forse serve solo per far desistere i meno motivati. Di solito questa fase segue immediatamente alla perdita del lavoro. Si ha fiducia nei propri mezzi, “figurati se non notano un curriculum così” è il pensiero di molti. E così si punta alle grandi multinazionali, alle grandi aziende, ai grandi nomi dell’imprenditoria italiana. Quando le risposte non arrivano si passa alla fase 2. E ci si sente un po’ più piccoli, insicuri di sé stessi.


 

La fase 2 verso la beatitudine è rappresentata dalle agenzie interinali. Mamma mia quante sono le agenzie interinali! A volte penso che ci siano più agenzie interinali che posti di lavoro. Solo a Imola, e stiamo parlando di una città sì ricca ma comunque di medie dimensioni, ce ne sono 10. Le ho fatte tutte! Lavoropiù, Start People, Adecco, Eurointerim, Humangest, Maw, Gi Group, MeanPower, Metis, Obiettivo Lavoro, Start People. Sono solo 9 perché di Lavoropiù ce ne sono addirittura due! Qua è tutto molto semplice. Entri, ti metti in fila con altre decine di persone, giovani e non, e nell’attesa senti le storie di tutte le persone che sono davanti a te. I colloqui vengono infatti condotti a pochi metri da te. Non ci sono stanze per i colloqui, non c’è privacy. Tanto siamo tutti sulla stessa barca, una storia vale l’altra! Quando tocca a te abbassi la voce per non farti sentire da tutti e gli consegni pieno di fiducia il tuo curriculum. Uno sguardo veloce, qualche domanda di rito e finisce in una pila insieme a tutti gli altri sulla scrivania. “Avanti il prossimo”.
Attendendo fiducioso la chiamata da una delle decine agenzie da cui sei passato, scorrono i giorni, i mesi ma tutto rimane uguale. Si arriva così alla terza tappa, il calvario della disperazione, i lavori a scatola chiusa di alcuni siti internet come Bakeka, Kijiji e perfino Ebay Annunci. Per chi non conoscesse questi siti, basta sapere che siano siti che fino a pochi anni fa vendevano dischi e biciclette usate e ora vendono anche il lavoro. Qua si trova veramente di tutto. Si trovano l’uno accanto all’altro annunci che vanno dai call center alla progettazione Cad di astronavi, da ballerine di lap dance a venditori di pudiche pubblicazioni cattoliche. Ho risposto a diversi annunci. Come in tutte le cose ci sono state persone serie che mi hanno fatto lavorare per qualche mese con contratti precari ma pur sempre contratti, e situazioni in cui ho avuto il dubbio di trovarmi su un set cinematografico di un film a luci rosse (e avevo risposto all’annuncio per venditore fotovoltaico).
Ecco cosa succede a un giovane disoccupato alla ricerca di una lavoro che non ha studiato né economia né ingegneria, ma ha assecondato il suo amore per i temi della sostenibilità e dell’ambiente. Quante ore passate a scrivere e inviare curriculum. Quante ore passate a cercare aziende o persone a cui inviare il curriculum. Quante ore a scrivere dentro caselle di siti web il mio nome, cognome, indirizzo e studi fatti. E ogni volta che penso a quante ore ho perso mi sorge spontanea una domanda. Cosa sarebbe oggi l’Italia se impiegasse tutte queste ore perse dai suoi giovani laureati per lavori seri, innovativi?

(Denis Grasso)