Imola. Le suggestive note della violinista Erica Scherl e oltre 300 persone hanno fatto da cornice all’inaugurazione della nuova sede di Confartigianato – Assimprese “Imola Centro” a Palazzo Vacchi in via Appia 37. Uffici spaziosi, arredati con gusto e perfettamente integrati nella sale affrescate del palazzo grazie al lavoro dell’architetto Franco Gaddoni dello studio ArkLab di Imola.

Dopo il taglio del nastro del presidente di Confartigianato – Assimprese Imola, Tiziano Poggipollini, e la benedizione degli uffici da parte di monsignor Giovanni Stignani, i tanti ospiti hanno potuto ammirare i nuovi spazi.


“Quella di una nuova sede in centro storico è stata una scelta importante – sottolinea Massimo Pirazzoli, vice segretario Confartigianato – Assimprese -. Importante per restare vicini ai nostri associati e nello stesso tempo per lanciare un messaggio di fiducia e di speranza per il domani”.

“Imola nei momenti di difficoltà ha sempre fatto dell’innovazione un volano per ripartire – ha aggiunto il sindaco Daniele Manca -. Le associazioni di categoria possono essere protagoniste in questa fase, la Confartigianato con questa nuova sede sta dimostrando di esserci”.

“E’ necessario supportare le imprese in questo momento difficile e di grandi cambiamenti. La scelta di Confartigianato è importante perché va proprio in questa direzione”, ha affermato nel suo intervento Graziano Prantoni, assessore provinciale alle attività produttive

“E’ stata una bellissima giornata – afferma Nadia Gordini, responsabile dell’ufficio -. Tanta gente ci ha onorato della propria presenza per inaugurare questa bella sede. Una sede in centro storico per essere vicini ad una clientela che ha già dimostrato di apprezzare un ambiente che garantisce una certa privacy e un rapporto molto diretto e personale. Una scelta che, nello stesso tempo, guarda anche alla valorizzazione del centro storico, in un momento in cui l’amministrazione comunale sta investendo per la sua qualificazione”.

 

Palazzo Vacchi

Palazzo Vacchi è una costruzione ottocentesca ad opera dell'architetto Cesare Costa, che ha progettato anche il Teatro Comunale di Reggio Emilia. Ha la facciata ornata da lesene marmoree, fra le quali si trovano lunette con rappresentazioni in bassorilievo dell'agricoltura, caccia, pesca, e busti. La cancellata, opera del celebre architetto Giuseppe Mengoni, dà accesso all'ampio cortile quadrato. Salendo uno scalone di marmo si accede ai raffinati uffici di Confartigianato – Assimprese. Il lavoro di sistemazione e ristrutturazione è stato coordinato dall’architetto Franco Gaddoni, in stretta collaborazione con il personale Confartigianato che opera in quella sede. “Era subito chiaro che in ambienti così connotati e ricchi non si poteva intervenire in maniera invasiva – afferma Gaddoni -, quindi il problema che avevamo davanti era di coniugare la necessità di avere uffici dotati di tutte le tecnologie necessarie con il rispetto di un edificio storico importante. Fondamentalmente abbiamo cercato di sistemare ciò che già c’era, in particolare ripulendo e ristrutturando i bellissimi affreschi presenti, poi siamo intervenuti per dotare i vari spazi dei servizi necessari sfruttando l’esistente e, dove non era possibile, inventandoci soluzioni innovative. Il problema principale era quello di avere una rete informatica efficiente e un’opportuna illuminazione. Abbiamo quindi progettato un sistema wireless per i computer, mentre per l’illuminazione abbiamo pensato a un qualcosa che nello stesso tempo fosse elemento di arredo e rispondesse alle esigenze delle persone che vi lavorano, evitando tagliole o condutture di vari genere”.