Leggo con stupefatta incredulità le dichiarazioni di oggi sul Corriere di Bologna di Silvia Noè. La consigliera regionale Udc, chiamata a commentare la provocazione di Forza Nuova, alla richiesta di mandare un messaggio al Cassero afferma candidamente che: “Ci sono molte persone intelligenti lì, come credo che ce ne siano anche dentro Forza Nuova, non capisco che senso abbia alzare i toni…”. Dunque per Noè le associazioni che si battono per il riconoscimento e la difesa dei diritti civili e le formazioni neofasciste pari sono. Per lei è un problema di intelligenza individuale, le sfuggono completamente le conseguenze nefaste sul piano politico e culturale che una simile dichiarazione comporta.

D'altronde, fosse solo un problema di intelligenza, anche nel Terzo Reich ve ne erano di sopraffine: non si costruisce un’ideologia che si prefigge di assoggettare il mondo mettendo assieme quattro babbei, nè tantomeno si persegue una logica criminale di sterminio con straordinaria efficienza senza avere una solida preparazione e una mente sveglia. Il problema di Noè, molto simile a quello dell’indimenticata assessora Lazzaroni che in radio ci confidò candidamente di essere pronta a dare una sede pubblica a Casapound, è di struttura mentale.

Per loro tutti i soggetti della scena sociale e politica sono identici, sono meri portatori di “istanze” (e di voti…) e vengono semplicemente distinti sulla base dell’iniziativa di turno, guardata di volta in volta con occhio spento e valutata solo in base alla conformità, o meno, alle proprie convenienze o convinzioni. E’ il frutto più avvelenato lasciato in dono dal ventennio berlusconiano, un frutto che ha lasciato semi su tutto il terreno, sia alla sua destra che alla sua sinistra. Il congedo dell’anziano Cavaliere in declino è cosa ormai fatta, la bonifica del terreno e la rifertilizzazione delle menti sarà impresa assai più lunga e laboriosa.

(Paolo Soglia)