Brisighella (RA). Le hanno raggruppate assieme sotto il titolo “4 sagre X 3 colli”, ma ognuna ha una sua precisa identità. Si svolgono tutte all’interno del borgo medioevale. Si comincia domenica 4 novembre con la “Sagra del Porcello”. La festa ripropone l'antico rito che si svolgeva nell'aia di ogni casa colonica con l'uccisione del maiale  e la lavorazione della carne da parte di abilissimi norcini. Questo appuntamento offre ai cultori della buona cucina la possibilità di assaggiare, presso i ristoranti locali e alla sagra, gustose specialità: saporiti ciccioli, profumata coppa di testa, rosei prosciutti, salsicce e salami. Si prosegue l’11 novembre con la “Sagra della pera volpina”. Le pere volpine, piccole, tonde e dure erano un prodotto tipico della Valle del Lamone. La sagra contribuisce alla riscoperta delle proprietà di questo piccolo frutto dimenticato offrendo la possilità di riassaporarlo. Le pere volpine vengono consumate previa bollitura in acqua e vino o cottura al forno. Presso i ristoranti locali e in sagra è possibile degustare specialità con pere volpine e altri prodotti. Domenica 18 è la vota della “Sagra del tartufo”, il prodotto più nobile e ricercato della collina faentina. Durante la sagra sono in vendita il caratteristico tubero nella varietà del bianco autunnale e del tartufo nero. Si potranno assaggiare, in sagra e nei ristoranti locali, pietanze a base di tartufo. Gran chiusura il 25 novembre con la 53ª edizione della “Sagra dell'ulivo e dell'olio extra vergine”. La coltivazione dell'ulivo, in terra brisighellese, risale a tempi antichissimi. In questo suggestivo borgo medioevale non si è persa la passione per le cose buone e la sagra celebra e promuove il ricercato olio extra vergine, il Brisighello, al quale è stato assegnato l'ambito riconoscimento della Dop europea. Durante la festa l'olio può essere acquistato presso lo stand allestito da Terra di Brisighella- Cooperativa Agricola Brisighellese.