Cambiano i governi, ma non cambia il vizio dei condoni edilizi. A riprovarci, questa volta, è il governo dei tecnici, guidato da Mario Monti, mercoledì 31 ottobre, quando arriverà sul tavolo il disegno di legge per una nuova sanatoria edilizia. “Una nuova colata di cemento illegale rischia di abbattersi sull’Italia – afferma Legambiente, che lancia una petizione per fermare l’ennesimo attacco al territorio – . Il Senato sta per discutere un  disegno di legge, primo firmatario il senatore Francesco Nitto Palma, per un nuovo e generalizzato condono edilizio: il quarto nella storia del nostro Paese e forse il peggiore, visto che addirittura si propone di cancellare le sentenze di demolizione già passate in giudicato. Non sono bastati gli scempi consumati finora, gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall’abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie. Non bastano le oltre 258mila abitazioni illegali costruite dal 2003 a oggi, per un fatturato in nero di 1,8 miliardi di euro”.

Ancora una volta si lancia un messaggio devastante al Paese, “non bastano le continue tassazioni che penalizzano gli onesti, ora si vogliono addirittura premiare i furbi, scaricando i costi, economici, sociali e ambientali, su chi rispetta le leggi: i cittadini che chiedono le concessioni edilizie, le imprese di costruzioni che lavorano onestamente, i sindaci impegnati a tutelare il territorio che amministrano, le forze dell’ordine e i magistrati che si battono per affermare il rispetto delle norme. Il nostro Paese ha bisogno di interventi di messa in sicurezza del territorio, di risanamento ambientale, di riqualificazione del patrimonio edilizio. L’esatto contrario della politica dei condoni, che ogni volta produce nuovo abusivismo, moltiplica i cantieri illegali, saccheggia ed espone a nuovi rischi i territori, blocca i tentativi coraggiosi di procedere agli abbattimenti, che se pure con difficoltà in qualche parte d’Italia si cominciano a fare”.
Legambiente propone una petizione per chiedere “a tutte le forze politiche presenti in Parlamento e al governo di impedire questo ennesimo scempio dell’ambiente e della legalità”.


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