Imola. “Chi governerà Imola? E' pensabile, auspicabile e possibile un’alternativa civica ”?.  La domanda la pone l'associazione Attiva nell'invito all'incontro pubblico che si svolgerà martedì 6 novembre 2012, ore 20, al teatro comunale dell’Osservanza. L'obiettivo è di verificare la possibilità “di formare in modo del tutto autonomo un coordinamento e un’assemblea permanente e di avviare la costituente di nuovo polo civico che si presenti alle prossime elezioni comunali in modo indipendente, con una o più liste civiche e un unico candidato Sindaco, costruendo un rapporto forte con il mondo della cittadinanza attiva, dell’associazionismo e delle competenze sociali, culturali e tecniche di Imola”.

Non sarà, quindi, Attiva che si trasformerà in  lista civica, anzi “manterrà il suo ruolo indipendente di associazione culturale mentre i suoi soci potranno partecipare a titolo personale alla costituente civica”, che dovrà allargarsi a tutti gli elettori di sinistra, di centro e di destra, a coloro che hanno deciso di non andare più a votare o che non sanno più per chi votare”.

Una costituente per aprire “un cantiere delle idee per immaginare e progettare un nuovo modello imolese, visto che quello attuale è in crisi profonda con evidenti segnali di arretramento sociale e territoriale. Questo nuovo polo civico si porrà come un’alternativa civica al sistema di potere del Pd, un’alternativa che renderebbe normale la nostra democrazia che non ha mai conosciuto l’alternanza delle forze di governo. Questo ricambio non sarebbe un dramma per Imola, anzi sarebbe un fatto positivo perché libererebbe una potente energia di cambiamento, attualmente imbrigliata in questo sistema di potere impermeabile agli stimoli esterni”.

L'invito di Attiva è a tutti i cittadini per portare le loro idee per migliorare e rinnovare la città, perchè “Imola potrà raggiungere nuovi traguardi solo tramite la creatività e l’innovazione sociale”.

Secondo Attiva “per avviare un percorso di costituente civica che possa avere una minima possibilità di successo è necessario che ci sia un metodo e una visione. C’è una premessa da condividere, ci sono condizioni da soddisfare, criteri da porre alla base di questo nuovo progetto politico che configurano una griglia di partenza”. Tra questi: “Una memoria condivisa e pacificata della storia democratica di Imola; il bisogno di più Europa, non di meno Europa, per una città intelligente sempre più europea; un impegno al dialogo tra laici e cattolici sulle problematiche della bioetica, dei beni comuni e della sussidiarietà; un impegno a valorizzare le tante realtà positive di Imola, le sue eccellenze e a cambiare radicalmente le realtà negative, nell’ambito politico come in quello sociale ed economico; un impegno prioritario sulle problematiche dell’assenza di lavoro, del lavoro precario, della crisi finanziaria delle piccole e medie imprese, dell’artigianato, del commercio, dei servizi e dell’agricoltura; la consapevolezza del ruolo sociale ed economico della cooperazione; l’impegno a combattere ogni forma di monopolio e di protezionismo, ripensando il sistema delle partecipate del Comune e riformando la governance pubblica contro ogni forma di burocrazia,coinvolgendo i cittadini nel controllo di qualità dei servizi; pensare la salute e l’investimento sociale superando le negatività dei processi di aziendalizzazione; l’impegno a rinnovare alla radice le forme della partecipazione dei cittadini, dando priorità ai loro diritti rispetto agli interessi economici e alle logiche di partito; promuovere a partire dalle candidature una profonda rigenerazione della politica stimolando la nascita di una nuova classe dirigente giovane, competente ricca di passione civile, etica e legalità”.