Roma. Il 31 ottobre 1512 il pontefice Giulio II inaugurava in pompa magna la volta della Cappella Sistina, commissionata all'artista Michelangelo Buonarroti, pur dichiarandosi poco esperto in pittura.

Oggi 31 ottobre 2012 ricorre il cinquecentesimo anniversario dell'evento. Per l'occasione verrà inaugurata la mostra “Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi di Casa Buonarroti”, nelle sale delle biblioteche della Camera dei Deputati in via del Seminario. La mostra dunque consente di scoprire il momento progettuale e di studio del ciclo pittorico di questo inestimabile capolavoro.

La volta andrà anche in tv con due documentari: alle 13.05 del 31 ottobre 2012 su TV2000 quello di Nino Criscenti intitolato “1512. La volta di Michelangelo nella Sistina compie 500 anni”; su Rai Storia invece alle ore 23 del medesimo giorno con “Michelangelo e la Sistina. Storia di un'opera d'arte” di Badaloni.

La Cappella Sistina fu voluta da papa Sisto IV e già terminata intorno al 1480 dall'architetto fiorentino Baccio Pontelli. Si trova all'interno del nucleo più antico dei Palazzi Apostolici, lunga circa 41 metri e larga 13.5. Esiste un contratto del 1481 firmato dai pittori Pietro Perugino, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli e Cosimo Rosselli per l'impegno di affrescare le dieci storie paretali. Questo programma decorativo aveva un preciso ruolo: quello di affermare sul piano politico, giuridico e storico la Chiesa di Roma. Rappresenta quindi la supremazia papale sul potere laico e sugli antagonisti interni, come si evince chiaramente da La punizione dei ribelli di Botticelli.

Michelangelo affrescò la volta su incarico di Giulio II Della Rovere, compito commissionato nel 1508 e terminato appunto nel 1512, senza modificare il messaggio coniato da Sisto IV (cosa che accadrà con il Giudizio Universale). Da un punto di vista tematico quindi gli affreschi michelangioleschi si saldarono a incastro con quelli quattrocenteschi, con un ciclo di episodi della Genesi, le figure delle Sibille ed i Profeti fino a lambire, con gli Antenati di Cristo, le figure preesistenti nelle mura laterali.

Importante notare che Michelangelo vietò fermamente al committente papale di vedere il suo operato prima del termine. Figurarsi la reazione del clero quando fu svelato il capolavoro, e in particolare la potentissima invenzione del Buonarroti di rappresentare l'Eterno: infatti, nei riquadri della Creazione, fa la sua maestosa comparsa l'immagine di Dio.

(Elvis Angioli)