Imola. Fino a qualche anno fa, il Cid (Centro informazioni disoccupati) della Cgil era frequentato per lo più da persone straniere. Ora anche da molti italiani, alcuni dei quali in giacca, cravatta e computer. Nicola Ballarano, che è responsabile del Cid alla Camera del lavoro, è molto preoccupato: “Ricopro questo incarico dal 2007 a nell’ultimo anno, rispetto a prima è significativamente aumentato il numero delle persone altamente qualificate, in particolare laureati, che vengono da noi per informarsi sui tipi per contratti e alcuni come gli architetti si decidono ad aprire una  partita Iva. Ho quattro amici laureati che lavoravano a Imola nel 2008 e ora se ne sono andati a fare i ricercatori in Gran Bretagna o a Roma”.

Ciò avviene a fronte di una diminuzione delle richieste di personale perfino dalla provincia di Ravenna che era la più prolifica fino a un anno fa, mentre a Bologna il trend rimane da lungo tempo assai basso.


Ballarano, per quali figure professionali esistono ancora richieste?
“Intanto devono essere già qualificate ed esperte, penso a tecnici dell’automazione, periti elettronici e meccanici, manodopera qualificata ma quasi sempre si tratta di lavoro a chiamata e basta e difficilmente domanda e offerta si incontrano. Abbiamo richieste dal settore commerciale per import-export e assicurazioni, mentre quelle delle agenzie immobiliari sono quasi scomparse a causa della crisi tremenda del settore edilizio. Si cercano anche cuochi e camerieri, specialmente lungo la Riviera romagnola, legati però sempre alla stagionalità e al turismo”.

E i tipi di contratti proposti?
“Quasi sempre fra gli iscritti alle liste di mobilità o per l’apprendistato, ovvero fra coloro dai quali si hanno notevoli vantaggi contributivi assumendoli. C’è anche chi cerca lavoro all’interno della Camera del lavoro”.

Per quali mansioni?
“Ho ricevuto ragazzi laureati in antropologia visto che lavoriamo molto con persone straniere e anche chi cerca un impiego amministrativo. Purtroppo le nostre possibilità di assunzione sono sostanzialmente a Teorema per le dichiarazioni dei redditi dove chi riesce a entrare può avere una certa continuità nel lavoro nei Caf e, in alcuni casi, riuscire a essere coperto dalla disoccupazione stagionale. L’altro settore è l’agricoltura, sempre stagionale, dove riescono a trovare un impiego  soprattutto coloro che hanno radici  nella zona dell’Imolese. Ma come ho già detto vedo una situazione sempre più difficile”.

Quali sono i segnali che la fanno presagire?
“Ad esempio il lavoro domestico, quello eseguito dalle colf quasi sempre straniere che dovrebbe essere in crescita visto l’incremento dell’età media da diversi anni a questa parte. Per la prima volta da qualche mese, vengono al Cid anche alcune di loro che sono ferme e non trovano impiego. Ciò può creare problemi con il permesso di soggiorno. Una dona con due figli deve avere un reddito di almeno 13.900 euro all’anno per rinnovarlo e a volte non ce la fanno. Alcuni maghrebini emigrano in Francia, i pakistani in Belgio magari da parenti e molti padri hanno rispedito a casa le famiglie e sono rimasti soli. Insomma a dispetto di ciò che dichiarano alcuni politici più che una luce in fondo al tunnel, vedo un treno che sta per arrivarci addosso”.

(Massimo Mongardi)

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