Imola. Insegnanti in stato d’agitazione. Erano almeno una settantina all’assemblea di coordinamento che si è tenuta nell’aula magna dell’Itis  nei giorni scorsi a pronunciarsi “contro l’aumento di sei ore dell’orario di cattedra a parità di stipendio, per chiedere il rinnovo dei contratti scaduti ormai da tre anni, per il ripristino degli scatti di anzianità, per lo stop dei tagli mascherati da razionalizzazioni e per l’annullamento del prossimo concorso a cattedre che chiude le porte in faccia a migliaia di precari storici”.

Di conseguenza i prof. Hanno deciso, come iniziative comuni a tutti gli istituti del territorio imolese, una serie di proteste che verranno attuate nelle prossime settimane se il governo Monti non cambierà radicalmente le misure prese sulla scuola fino al ritiro dell’articolo 3 del disegno di legge di stabilità: si comincia dal blocco delle attività aggiuntive, a un’assemblea cittadina chiamando le famiglie degli studenti e il sindaco Daniele Manca, a non approvare il Pof (Piano dell’offerta formativa), fino ad andare a correggere i compiti in piazza probabilmente il 14 novembre alle ore 15 nella galleria del Centro cittadino per arrivare al blocco delle sostituzioni dei colleghi assenti, allo sciopero nazionale del 24 novembre e pure all’occupazione delle scuole. La prossima assemblea si terrà lunedì 19 novembre alle ore 20.30 all’Itis.