Sono 90.012 le imprese femminili emiliano-romagnole a fine giugno 2012La crisi economica si acuisce e continua a incidere sulla imprese in rosa. Interrotto un trend positivo, sono nuovamente diminuite (-54 unità -0,1 per cento) e costituiscono il 21,1 per cento delle imprese regionali. La quota femminile delle imprese attive è più alta nelle province di Rimini (22,8 per cento) e di Piacenza (22,6 per cento), più bassa a Reggio Emilia (18,5 per cento). Diminuiscono solo le ditte individuali (-344 unità, -0,6 per cento) e aumentano soprattutto le società di capitale (+168 unità, +1,5 per cento).  A livello settoriale si riducono le imprese agricole e del commercio, mentre aumentano quelle dell’immobiliare, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività professionali, scientifiche e tecniche e le costruzioni.

La crisi grava anche sulle imprese giovanili emiliano-romagnoleche sempre secondo i datidel Registro delle imprese delle Camere di commercio aggiornati a fine giugno 2012, sono37.165, pari all’8,7 per cento di quelle emiliano-romagnole. In un anno di crisi ne sono venute a mancare 1.852 (-4,7 per cento).


La tendenza negativa è stata più pesante nelle province di Forlì-Cesena (-6,8 per cento) e di Piacenza (-5,9 per cento), mentre la compagine giovanile ferrarese ha mostrato una relativa maggiore resistenza (-2,7 per cento).

La contrazione è stata più ampia per le ditte individuali (-1.405 unità), ma più intensa per le società di persone (-8,9 per cento).

L’andamento è stato determinato dalla caduta nelle costruzioni (-972 unità) e dalla contrazione nel commercio (-307 unità).