Imola. Sindacati interni al Comune divisi a un appuntamento decisivo per la costituzione della società BeniComuni srl. Nel lungo ed estenuante dibattito, presenti per l’Amministrazione il direttore generale Michele Bertola e per la società l’amministratore delegato Loris Lorenzi e Stefano Manara, in un primo tempo c’è stato un muro contro muro. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Csa sono apparsi uniti nel rifiutare la proposta dei vertici di BeniComuni che concedeva il contratto degli enti locali per tutti i dipendenti comunali ad eccezione dei capidipartimento (contratto federgas), ma non concedeva nessuna garanzia a chi avesse deciso di andare in assegnazione temporanea fino a luglio del 2014.

A tal punto, Bertola, Lorenzi e Manara si sono ritirati per consultarsi e forse per ascoltare telefonicamente i consigli del sindaco Daniele Manca.


Alla ripresa, le cose sono improvvisamente cambiate. I vertici hanno ascoltato prima il parere del Csa che ha ribadito la sua contrarietà alla costituzione della società, poi quando è intervenuta la segretaria della Fp-Cgil Mirella Collina sono apparsi più morbidi. “La nostra controproposta sull’assegnazione temporanea è stata in buona parte accettata – spiega la  Collina -. Almeno non è più un contratto capestro e dà qualche garanzia in più rispetto ai lavoratori. Inoltre, abbiamo ottenuto un riconoscimento anche sul Tfs (il Tfr per i dip comunali, ndr), quindi alla fine posso dire di essere molto stanca ma soddisfatta anche se spero che il giudizio di merito davanti al Tar non permetta la costituzione della società”.

Dunque, alla fine Cgil e Cisl hanno firmato il verbale di accordo mentre Csa e Uil no. “Sono molto amareggiato – sottolinea Attilio Mazzanti delle Rsu Csa – perché nel corso di alcune ore si è detto tutto e il contrario di tutto. Non so se ci sia stato un gioco delle parti, certamente noi  rimaniamo convinti che la nascita della società sia antieconomica e che si potesse fare tranquillamente una riorganizzazione interna. Quindi non abbiamo firmato il verbale”.

(Massimo Mongardi)