Gentile Redazione,
negli ultimi dieci anni l’autodromo di Imola è stato declassato perdendo la sua identità sportiva internazionale e la città di Imola ha perso un fondamentale vettore della propria immagine nel mondo. Dopo aver perso la Formula 1 e il Motomondiale ora si perde anche la Superbike, dopo aver perso l’Heineken Jammin Festival non è stato più organizzato nulla di simile.
La  lettera di Castellari il Pd sorvola sulle responsabilità del Pd . Se il Pd c’era sicuramente  dormiva.
Se la gestione Marchignoli è stata disastrosa dal punto di vista della gestione dell’autodromo, la gestione Manca , nel tentativo di riparare i danni precedenti e di definire una nuova identità dell’autodromo è stata del tutto disattenta, per un lungo periodo, alla problematica del rumore e assente nell’individuare nuove strategie di utilizzo dell’autodromo.
Ora qualcosa si muove sul versante delle nuove funzioni , in particolare sulla guida sicura mentre per il resto siamo ancora agli annunci mentre ci sono in Europa alcuni autodromi che da alcuni anni fanno già gare con veicoli ad emissione zero con un contorno fieristico molto partecipato dal pubblico. Per quanto riguarda il Museo manca un vero progetto gestionale e sarà necessario giustificare con il numero dei visitatori l’ingente spesa effettuata.
Sul rumore invece l’atteggiamento è poco trasparente e il Sindaco Manca sta preparando un boccone indigesto per i cittadini imolesi . Chissà se Castellari ne è informato?
Dopo l’inutile spesa per le barriere anti-rumore in Via Malsicura, con la zonizzazione del rumore prevista dal PSC e con un’interpretazione cavillosa e forzata della legge nazionale, le giornate rumorose diventeranno 60 invece delle 30 previste per legge  con dei picchi di rumore che potranno arrivare a 80/85 decibel .
Qui sta la mistificazione i Castellari se è informato dei fatti , non ci sarà alcuna riduzione delle giornate rumorose previste dalla legge ma la legittimazione del loro raddoppio e la definizione di una soglia più alta del rumore durante la giornata.
In questo modo si vuole tagliare le unghie all’Arpa, l’agenzia regionale che deve controllare il rumore e ai cittadini rendendo più deboli i loro possibili ricorsi  giudiziari.
Per quanto riguarda la gestione si sta andando verso la totale pubblicizzazione proprio perché in questi anni il rapporto con i privati è stato disastroso per colpa dell’incapacità del pubblico di scegliere il privato giusto.
Per ora è il male minore che però non garantisce in sé risultati economici migliori né il successo dell’autodromo del futuro.  
Infine una chiosa sul tema della decisione. Il Pd per lungo tempo non ha deciso e quando ha deciso ha deciso male e soprattutto ha deciso senza ascoltare i cittadini. In questo caso la decisione vera non è se chiudere o lasciare vivere l’autodromo, ma condividere la decisione sul futuro dell’autodromo con tutti i cittadini di Imola.

(Raffaello De Brasi)