Novi di Modena. Il terremoto ha colpito con grande violenza questo piccolo comune della pianura modenese. Il centro storico è un’immensa zona rossa. Molte attività commerciali sono chiuse. Molti abitanti sono fuggiti a Carpi. Tutto sembra vacillare, tutte le certezze. Anche l’identità cittadina è messa in dubbio dopo il crollo della torre civica simbolo della città.

Queste terre sono tuttavia ricche di risorse e di storia. E potrà anche essere caduta la torre simbolo della città ma più forte del terremoto e di ogni vicenda storica rimane un coro, un piccolo coro per molti unico al mondo. È il Coro delle Mondine di Novi di Modena.

La storia di questo coro ha veramente dell’incredibile e ripercorrendolo sembra di rivedere la storia dei prodotti che hanno reso famosa questa terra: la Ferrari, il Parmigiano, l’Aceto Balsamico e tanti altri prodotti. Il coro nacque casualmente negli 

anni ’70 sui sedili posteriori di un autobus che stava tornando da una gita. Su quei sedili c’erano sedute delle mondine, delle giovanili signore che nell’immediato dopoguerra avevano lasciato le loro case per andare a curare le risaie del vercellese.

“Il canto era il nostro solo modo per superare la grande fatica. Sotto al sole, piegate nell’acqua che ribolliva, con bisce e altri animali…sono stati anni veramente duri” mi racconta Diva Lazzaretti, una delle mondine del coro più coriacee. “I canti erano per forza allegri, servivano per mantenere l’allegria nonostante tutto. Altrimenti se una cominciava a piangere ci andava

mo tutte dietro”. Nacque così un patrimonio musicale unico, ricchissimo per testi e musicalità. Un patrimonio musicale che vede tra le tante canzoni il motivo da cui in seguito nascerà l’inno dei Partigiani “Bella Ciao”.

Il coro negli anni cresce, bravi direttori mettono ordine e organizzazione al canto delle arzille mondine e accanto a loro cominciano a cantare anche le figlie e le nipoti. Nasce così un coro dalla grande potenza lirica, che riesce a commuovere e coinvolgere come accade per i grandi artisti. Così in molti cominciano ad accorgersi di loro e la loro ascesa è inarrestabile. Cominciano cantando in tutta Italia. Ben presto si accorge di loro anche la televisione e partecipano a numerosi programmi tra cui quelli di Fabio Volo e Paolo Limiti. Dopo vengono le collaborazioni con grandi musicisti tra cui Cisco dei Modena City Ramblers. Per non farsi mancare nulla anche un film, con la comparsa in “Di madre in figlia”, regia di Andrea Zambelli, film che ha rappresentato l’Italia nei festival di tutto il mondo con grandi consensi di pubblico e di critica. Poi tour all’estero. Francia, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria, Crimea, Scozia ed Argentina solo per citarne qualcuna. Coronamento, l’esibizione al Quirinale nel 2012 con un Presidente della Repubblica divertito e commosso dall’energia di queste donne.

Il terremoto non ha fermato la loro voglia di cantare. Anzi credo l’abbia fatta crescere. Queste donne sanno di essere il cuore pulsante di questa Emilia ferita. Sanno di essere le fondamenta su cui la fiducia nella ripresa è stata edificata. Queste donne, unite dal canto, sanno di essere la nuova torre civica su cui l’identità emiliana saprà ritrovare sé stessa. Questo coro è un prodotto doc di quella terra emiliana che tanto ha dato al mondo. Una terra che nessun terremoto riuscirà a piegare.
(Denis Grasso)