Imola. “Cosa succede alla scuola di musica Vassura-Baroncini?” Se lo chiedono gli allievi, i loro genitori e gli insegnanti in un documento che hanno mandato ai giornali e in una pagina facebook che in pochi giorni di vita ha visto aumentare di decine il numero degli iscritti. La domanda è ovviamente retorica perché loro lo sanno bene, quel che resta senza risposta è il perché, o meglio il perché le cose siano state condotte in un modo che giudicano non trasparente.

 

Quel che è accaduto è che l'amministrazione comunale ha deciso di cambiare i contratti dei docenti della scuola, causando non pochi disagi. Colpa della riforma Fornero del giugno scorso e del patto di stabilità, di tutta quella “giungla di vincoli e di obblighi cui devono sottostare i Comuni”, dice l'assessore alla Cultura Valter Galavotti, a cui fa eco la responsabile alle attività culturali Marina Baruzzi. Niente più contratti co.co.co.: per i docenti la possibilità di aprire una partita iva o lavorare con prestazioni occasionali. Peccato che queste due possibilità siano decisamente peggiorative. Chi passerà ad essere libero professionista andrà infatti a guadagnare di meno, anche a fronte dell'aumento di 3 euro l'ora concesso a partire da quest'anno, e che ha reso gli insegnati delle Vassura-Baroncini quelli con la retribuzione lorda più alta in regione. Chi deciderà di scegliere la prestazione occasionale non potrà fare più di 30 giorni all'anno con lo stesso datore di lavoro, con il tetto massimo di 5000 euro di retribuzione. Ecco spiegata la protesta degli insegnanti: alcuni di loro non potranno più vivere del proprio lavoro.


 

Dal Comune fanno sapere di non capire una tale reazione dal momento che, assicurano, sono diversi anni che la soluzione viene prospettata ai docenti. “Quello che potevamo fare l'abbiamo fatto, abbiamo preso l'unica strada percorribile dal momento che con i contratti precedenti non potevamo andare avanti” spiega Galavotti. Gli insegnanti dal canto loro ribattono che tale eventualità è stata sì ventilata in passato, ma non è mai stata tradotta in realtà, la decisione presa a settembre è arrivata come un fulmine a ciel sereno.

 

Alla rabbia dei docenti si unisce quella degli allievi e dei loro genitori che sostengono di non essere stati avvisati per tempo. Al momento dell'iscrizione infatti, quando l'amministrazione già era al corrente della situazione, di questi problemi nessuno ha fatto cenno ed in molti hanno iscritto i propri figli a corsi che i rispettivi insegnanti non avrebbero poi tenuto. Si parla di meno di due mesi fa, poche settimane prima che il caso si rivelasse. Niente più continuità didattica, saltato il rapporto allievo-docente, a rischio i saggi finali ed i laboratori di musica d'insieme, alcuni corsi sono sospesi, altri accorpati, in attesa di trovare sostituti. Dieci docenti hanno deciso di lasciare, altri sei hanno ridotto le proprie ore al minimo per far rientrare il loro lavoro nella prestazione occasionale, alcuni studenti si sono ritirati pensando di seguire lezioni in altre sedi, anche privatamente, o in altre scuole, altri non sanno ancora che fare.

 

E dire che quest'anno sarebbe dovuto cominciare sotto un'altra stella per la scuola comunale che a Imola da 33 anni forma musicisti di tutte le età. Con l'accorpamento con Ca' Vaina ed il trasferimento nel complesso dell'Annunziata si prospettava un'annata da 600 iscritti, invece siamo attorno alla metà e i problemi sono al momento lontani dal trovare una soluzione. (Leonardo Bettocchi)