Imola. Puntuale come sempre, si comincia anche quest’anno a fare la conta dei danni e dei morti legati ad “eventi metereologici eccezionali”. Cosa ci sia di eccezionale proprio non capisco. Tutti gli anni ormai è la stessa storia e anche le zone sono sempre le stesse. O meglio il paese è sempre lo stesso. L’Italia intera. Il dissesto idrogeologico dei territori cresce in maniera esponenziale con l’avanzare dell’incuria e della mancata messa in sicurezza. E nessuno che citi i cambiamenti climatici. I cambiamenti climatici riguardano i grandi uragani americani, non il nostro Belpaese.

Ogni anno la stessa storia, le stesse lacrime di coccodrillo per i morti, cambiano i Governi ma le parole rimangono sempre le stesse: ci vorrebbero molti soldi per mettere in sicurezza il nostro paese ma c’è la crisi, questi soldi non ci sono. A nessuno che venga mai l’idea che proprio i lavori per mettere in sicurezza un paese insicuro come il nostro potrebbero essere il volano di un nuovo sviluppo.


Non importa. L’Italia è altamente sismica ma ad ogni morte dopo una scossa lo stupore regna sovrano. L’Italia è un paese dall’elevatissimo dissesto idrogeologico ma ad ogni morto annegato o sepolto dal fango lo stupore regna sovrano. Ogni anno si scrivono (si veda a proposito l’articolo che proprio l’anno scorso scrivemmo su Leggilanotizia sul tema LINK) centinaia di articoli sui danni delle precipitazioni autunnali ma ad ogni nuovo articolo lo stupore regna sovrano. Lo stesso stupore che probabilmente ci assalirà quando sotto ad una pioggia intensa ci finiranno le nostre case e le nostre vetture.

Tante parole e tanto stupore. Ma nulla cambia e tutto resta com’è, irrimediabilmente immobile, debole, vulnerabile. Le persone sagge cercando di proteggere i loro beni e i loro cari, fanno di tutto per salvaguardare la loro felicità. Noi non siamo più un popolo di saggi. La saggezza è un bene perduto, scivolata su un canale accanto a casa nostra non mantenuto, un muretto a secco dimenticato in campagna, un abuso edilizio non denunciato, un pomodoro comprato al supermercato piuttosto che dal contadino dietro casa nostra.

Arrivederci all’anno prossimo con nuove lacrime di coccodrillo e un nuovo articolo sul dissesto idrogeologico in Italia. Nella mia agenda, accanto al Natale a dicembre e il mio compleanno a marzo, segno “scrivere articolo meteo estremo” tra fine ottobre e metà novembre. Lo scoop è garantito.

(Denis Grasso)