Imola. “Or discendiam qua giù nel cieco mondo” è il tema della seconda iniziativa della rassegna “Dante e i nativi digitali”, curata dall’Ufficio diocesano per le iniziative culturali e le comunicazioni sociali. L’appuntamento è per giovedì 15 novembre, ore 21, all’Oratorio San Macario (piazza Mirri 2 – Imola). Al centro della serata il quarto canto dell’Inferno dantesco raccontato con pensieri, musiche e letture. I grandi del passato sono condannati a una vita senza Dio, nell’Inferno. La drammatica domanda che ne segue è: “Cosa porta alla salvezza?”.
“Dante e i nativi digitali” è un percorso di dieci incontri con giovani talenti imolesi in compagnia di Dante, visto con gli occhi dei nativi digitali con una doppia lettura, musicale e letteraria. Accanto a loro ci sarà Enrico Vagnini per un riascolto appassionato delle parole originali del poeta, uno dei più grandi comunicatori di tutti i tempi.
Quello che è stato ritenuto, troppo spesso erroneamente, nient'altro che un fantasioso viaggio nei regni dell'aldilà, è, in realtà, una guida a trovare la vita qui, prima della morte. Inferno, Purgatorio e Paradiso infatti, sono tutti e tre qui, su questa terra e il difficoltoso peregrinare che Dante ci invita a seguire è il cammino necessario a percorrere la strada che giunge al cuore degli uomini e che conduce alla libertà.
Per questo Dante deve essere considerato al di fuori di ogni inquadramento temporale: egli è il poeta che risponde alla domanda di luce degli uomini e che ha loro insegnato, ed insegna, come rintracciare il cammino smarrito nel periglioso viaggio della vita e come ritrovare il pertugio che conduce a riveder le stelle.

Commento al testo: Pietro Casadio
Alla chitarra: Nicola Soglia
All’arpa: Anna Castellari
Lettura: Enrico Vagnini