Ravenna. In vista delle primarie del Centrosinistra di domenica 25 novembre 2012, abbiamo intervistato Giuseppe Roccafiorita, coordinatoredel comitato pro Renzi di Ravenna.

 

In che modo sono nati nel vostro territorio i comitati per Renzi?


“In realtà, siamo nati Renziani prima di Renzi stesso . Sentivamo l’esigenza di un cambiamento nei modi di far politica da molto tempo e, per questo motivo, molti di noi si sono riuniti in un’associazione di cultura politica, con regolare statuto, chiamata AGO.RA già nel settembre del 2010 con lo scopo di coinvolgere forze giovani in un progetto di cambiamento politico nelle nostre realtà locali.

L’idea che ci é venuta é stata molto spontanea: come fare politica in maniera efficace? come cambiare un sistema arroccato? semplice: facciamo l’esatto opposto di ciò che fanno i classici partiti!  Abbiamo innovato anche sul modo di lavorare: niente più teorie preconfezionate!!!

Ogni forma di dogmatismo é bandito; ogni “presunta” verità può essere messa in discussione; ogni diversità di opinione (non di valori) é ben accetta e vista come un valore ed un arricchimento.

Ci si incontra ogni due settimane, si decide un tema per la volta dopo, chi é più esperto sul tema scelto prepara una relazione di apertura e si apre la discussione su quella!

Ognuno ha la possibilità di imparare aspetti che non conosce, si comincia a formare una linea politica condivisa e (soprattutto) si impara a convivere con chi la pensa diversamente…..

Del lavoro svolto viene redatto regolare verbale, e a cadenza periodica viene preparata una sintesi programmatica sui vari temi che viene usata come base politica per iniziative e per eventuali campagne politiche.

Tutto questo modo di operare abbiamo poi cercato di trasportarlo nei comitati per Renzi, e per ora i risultati sono molto incoraggianti. Al di là dell’aspetto organizzativo, purtroppo essenziale in questa fase di campagna elettorale, le persone che si sono avvicinate dimostrano di apprezzare il nostro modo di stare insieme, di coinvolgere e e di affrontare la politica…….”

 

Chi ha aderito a questo progetto e per quali ragioni?

“All’inizio della nostra avventura abbiamo puntato sulla qualità più che sulla quantità; sull’idea che per cambiare classe dirigente occorre proporne un’altra più credibile; e abbiamo deciso di coinvolgere altre persone sulla base di alcune caratteristiche:

1. Avere interesse e passione per la vera politica;

2. avere un lavoro proprio lontano dalla politica;

3. avere l’esigenza di cambiare la politica locale;

Ne é venuta fuori una realtà molto variegata, composta da giovani tra i 20 ed i 40 anni, che coinvolge avvocati, studenti universitari, portuali, lavoratori edili, precari di call center, lavoratori stagionali, bancari…….insomma, un vero spaccato della nostra generazione!

Con l’inizio della campagna per le primarie abbiamo visto avvicinarsi spontaneamente molte persone con tanta voglia di partecipare, di ogni età, di ogni provenienza culturale e lavorativa…….. siamo rimasti piacevolmente colpiti di quanto il messaggio nostro e di Matteo per una società più giusta, una politica nuova, un paese riformato, sia passato in una maniera così trasversale. Oggi i comitati per matteo renzi sono una realtà molto variopinta di persone accomunate e spinte da queste ragioni e da questi desideri. Potremmo dire “uniti nella diversità” consapevoli che per noi, a differenza che per altri, la diversità é un valore ed un motore per nuove idee ed un miglioramento continuo.”

 

Quanto incide la presenza dei giovani nei comitati?

“Ovviamente la presenza di giovani é estremamente importante e significativa, vuoi per le tematiche che affrontiamo, vuoi per i problemi che vogliamo risolvere, vuoi per la naturale voglia di cambiamento che pervade storicamente le generazioni più giovani.

Ma attenzione! Questo non vuol dire che animiamo uno scontro generazionale……

Sicuramente siamo stanchi di far parte di una “generazione perduta”, senza voce, “non sperimentata perché non sperimentabile”…..siamo stanchi di un paese dove il nuovo, a prescindere dalla età anagrafica, é visto con sospetto quando non come tradimento!

Tuttavia la “rottamazione”, intesa come cambiamento di un modo di fare politica che ci ha portati al fallimento del paese e dei partiti, non é un concetto generazionale bensì un bisogno di tutti trasversalmente. Esistono giovani che andrebbero rottamati immediatamenti e persone anziane con mentalità estremamente innovative. Molte persone anziane che hanno deciso di darci consigli e aiuto sono persone sorprendenti in tanti spunti utili.

Insomma: siamo senza steccati generazionali perché il “nuovo é di tutti”! Sappiamo che vogliamo prenderci la considerazione che meritiamo, le opportunità che ci spettano conquistate sul campo, e sappiamo anche che possiamo migliorare la politica e la realtà che ci circonda affinché “esista” un futuro da costruire.”

 

Sta anche nascendo un nuovo interesse alla politica proprio grazie a Renzi?

“Direi che la cosa é evidente a tutti. Raramente si é visto un interesse del genere da parte di molta gente che non ha mai avuto esperienze politiche passate.

Se uniamo questa evidenza all’attuale bassissima reputazione della politica presso i cittadini in questa fase storica, dovuta ai vent’anni di gestione orribile e fallimentare di questa classe dirigente di ogni colore politico, il risultato raggiunto é per noi un successo a prescindere dal risultato delle primarie.

E sarà compito nostro, anche dopo questo appuntamento elettorale, far si che questo successo dia i suoi frutti…….”

(a cura di m.z.)