Imola. “Stefania Cancelliere, madre di tre bambini, è stata massacrata dal marito, primario oculista, con un mattarello; l’ha colpita 80 volte con un mattarello; dopo la denuncia per stalking gli avevano sequestrato le armi”. “Violentate dal gruppo. Orrore per due 17enni in Italia per vacanza-studio”. “Uccide la moglie con 11 coltellate e ferisce il figlio che cerca di fermarlo”.

Storie che hanno occupato nelle ultime settimane le cronache dei giornali nazionali e locali, più o meno gettonate dai media, ma tutte storie di orrore ripetute e ripetute. Sono oltre 105 le donne uccise nel 2012 da maschi conosciuti: amici, mariti, fidanzati, padri, fratelli. E quelle citate sono solo alcune di queste e per cui ancora una volta le donne sono tornate in piazza venerdì scorso per dire basta! Basta, ma non solo. Ci si interroga sulle cause di questa violenza recidiva che prende di mira le donne e si rivolge un invito a tutti a riflettere, perché questa violenza è un problema di tutti. E’ il segno di una cultura che non ammette la differenza fra i generi e in specie l’autodeterminazione di uno dei due, quello femminile. All’appuntamento di venerdì erano presenti anche diversi uomini, che in silenzio hanno ascoltato. E chissà che cosa prova un uomo ascoltando queste storie; chissà se dentro di sé prova vergogna per il proprio genere di appartenenza e se sente un impulso a distinguersi pensando che forse è il caso di intraprendere un’altra strada per essere uomini in questo mondo. Per es. formando la consapevolezza che si può essere altro e che scegliendo di essere altro si contribuisce concretamente all’evoluzione del genere umano e ad una vita più degna, dove l’amore non si scambia con la brama di potere e di possesso, dove pensare che essere liberi/e non significa appartenere ma sapersi assumere delle responsabilità e prendere atto dei cambiamenti della vita e affrontandoli. Questo, semplicemente (ma senza semplificazioni), hanno voluto ribadire le associazioni che, in vista del prossimo appuntamento del 25 novembre (giornata internazionale contro la violenza sulle donne) hanno organizzato due incontri in piazza, la sera, quasi a proporre il buio come metafora dell’incubo vissuto dal le donne che subiscono violenza. “Trama di Terre”, la CGIL, il Coordinamento donne Spi CGIL, l’UDI, si ritroveranno domenica 25 novembre dalle 10 alle 12 in piazza Matteotti per non abbassare la guardia e chiamano tutti a testimoniare e a prendere coscienza di un fenomeno diffuso, il femminicidio, che si consuma nell’insospettabile privato di vite normali. Ma prima di domenica prossima, le stesse Associazioni danno appuntamento alla cittadinanza giovedì 22 novembre presso il Centro Interculturale “Trama di terre” per un incontro con Ico Gasparri dell’associazione “Maschile plurale” e coautore, insieme ad Alessio Miceli, del libro “Chi è il maestro del lupo cattivo?”. Un libro che raccoglie un’analisi dell’uso del corpo femminile nella pubblicità basata su oltre 70 fotografie scattate a Milano alle immagini della pubblicità tabellare e dedicato al tema delle radici culturali della violenza sulle donne rintracciabili, appunto, anche nel modo con cui la comunicazione pubblicitaria contribuisce a creare un modello di figura femminile subalterna al genere maschile.


(Virna Gioiellieri)