Imola. “Cittadini per un autodromo diverso” è il nome di un nuovo gruppo che pone al centro della sua azione l’impianto Enzo e Dino Ferrari di Imola. Il primo atto ufficiale è una lettera aperta inviata a sindaci, assessori e consiglieri dei 23 Comuni che aderiscono al ConAmi per invitarli ad esprimersi sul passaggio della gestione dell’Autodromo interamente su ConAmi.
Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco di Imola, Daniele Manca, ha infatti annunciato che Con.Ami avrà in assegnazione l’autodromo per 64 anni dal Comune e si occuperà degli investimenti funzionali a mantenere e sviluppare l’attività dell’asset secondo un progetto che punta a realizzare interventi di integrazione e riqualificazione funzionale ed ampliamento intervenendo sulla configurazione e sulla struttura.

Per quanto riguarda la gestione è prevista la separazione fra Con.Ami che ha la titolarità dell’asset autodromo e la gestione dell’asset stesso, che sarà affidata da Con.Ami a Formula Imola, attraverso il contratto di affitto di ramo d’azienda verso una società controllata, come è appunto Formula Imola.
Un intreccio che spinge i “Cittadini per un autodromo diverso” ad invitare i consiglieri comunali “a produrre interrogazioni e ordini del giorno perché tale importante questione venga discussa mettendo a disposizione di chiunque tutti gli elementi possibili per arrivare a una scelta motivata e consapevole”.

I dati presentati dal gruppo dicono che “ad oggi i risultati della gestione dell'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, dal 2008 al 2011, fanno registrare perdite consolidate per oltre 3.700.000 euro e una previsione (ormai purtroppo certezza) di ulteriori 519.000 euro per l'anno 2012. A tale importante ammontare di perdita devono poi essere affiancati anche i 5.000.000 di euro del capitale sociale di Formula Imola (come sarà possibile recuperarli?) oltre ad altre voci irrecuperabili, residuo di non troppo chiare amministrazioni precedenti. Tutto ciò vede in contropartita ben poco: ipotetiche ricadute turistiche sulla città di Imola e sul comprensorio, più volte richiamate ma mai concretamente dimostrate, se non tramite un balletto di cifre che contrastano una contro l’altra: qualcuno parla di incassi alberghieri per oltre 4.000.000 di euro, mentre il presidente della Stai dichiara incassi per 700.000; gare che per la maggior parte risaltano per la vistosa assenza di pubblico”.

Il dubbio che assale i cittadini è che su ConAmi, che gestisce risorse pubbliche, ricadranno tutti gli oneri dell’impianto. “Non crediamo che sia una buona politica quella che sperpera in questo modo risorse che sono di tutta la comunità; crediamo che in questa fase, con tante famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese, vessate da imposte di ogni tipo e da bollette che vogliono essere pagate a scadenza, ciò sia a maggior ragione immorale. Ci piacerebbe capire se gli Amministratori e i consiglieri dei Comuni che fanno parte del ConAmi sono d’accordo con tale proposta avanzata dal Sindaco di Imola”.

U altro punto sollevato è il “grande disagio subito da buona parte della città di Imola; troppe giornate di forte rumore obbligano i residenti a tapparsi in casa ed a sei scuole a svolgere lezioni in situazione disagiata, dequalificando anche il Parco delle Acque Minerali reso praticamente inagibile (con un angolo giochi per i più piccoli di recente costruzione a 20 metri dalla curva dove perse la vita Senna), creando un inquinamento ambientale che prosegue anche durante le domeniche ecologiche!”.

In conclusione, secondo “Cittadini per un autodromo diverso”, “la gestione di questo impianto sarà destinata a continuare in perdita con conseguente esborso di altro denaro pubblico, che nell’attuale difficile momento economico e sociale destinato a durare anche nei prossimi anni appare, oltre che ingiustificato, privo di qualsiasi visione realistica, oltre che foriero di restrizioni nelle azioni sociali e politiche che, al contrario, hanno ben diverso aspetto di priorità e di opportunità. Noi cittadini ci impegneremo nelle prossime settimane per portare a conoscenza del più alto numero possibile di cittadini tale situazione, dei relativi costi e dei disagi alla popolazione che va ben oltre la nostalgica posizione di chi vede solo la conservazione di un'immagine sbiadita dal tempo e destinata a non tornare mai più”.